Italia
L’economia con il segno meno soltanto l’export ci tiene su
I risultati del rapporto sul manifatturiero raccolti dall’Osservatorio socio economico: anche per il 2012 le previsioni per quanto riguarda le piccole aziende non sono positive
di Lucia Aterini
EMPOLI. Un andamento che sta prendendo la strada della discesa. Che non ha imboccato quella dell’abisso grazie alle esportazioni, vero e proprio asse di stabilità per il l sistema manifatturiero dell’Empolese Valdelsa.
Sono stati presentati all’Agenzia dello sviluppo i dati congiunturali del settore in questione per il 2011. Un report che esce in forma ridotta perché anche il questo caso ci sono stati tagli e lo studio non è stato così approfondito come lo scorso anno. A curare il rapporto per l’Agenzia dello sviluppo è stato Roberto Aiazzi. I settori presi in considerazione sono sei: dal sistema moda al vetro e alla ceramica. Con il sistema dei saldi percentuali: la differenza del campione di aziende intervistate che ha risposto in maniera negativa o positiva rispetto al 2010.
Secondo quanto affermato da Aiazzi, «le prestazioni migliori sono tutte concentrate sul mercato estero, se non ci fossero state le aziende che hanno esportato l’analisi sarebbe stata molto più grave». Tra i settori, l’andamento migliore è stato registrato dal sistema moda, quello peggiore per la ceramica, il vetro e il legno. E per quanto riguarda la metalmeccanica, che negli ultimi report aveva avuto un andamento positivo, la situazione è stagnante.
Il segno del 2011 è regressivo rispetto al 2010. Secondo il report dell’Osservatorio socio-economico dell’Empolese Valdelsa (realizzato incollaborazione con la Cna), il fatturato ha fatto registrare un meno 10% . «Venendo all’indicatore degli ordini - spiega ancora Aiazzi - ci si trova di fronte a un valore leggermente sfavorevole molto vicino al precedente, meno il 12,50%».
Le aspettative indicate a fine 2011 si muovono «lungo una direzione mediocremente favorevole, circa il 12,50% in più - va avanti Il consulente dell’Asev - se queste aspettative trovassero una qualche conferma negli ordini di quest’anno si potrebbe parlare di un affannoso recupero delle posizioni di partenza. Ma sul 2012 conviene avere un atteggiamento di grande prudenza per le previsioni recessive da più parti avanzate».
Nel report vengono poi analizzate le scadenze dei pagamenti: le risposte mostrano ancora un ulteriore cedimento: meno 22, 50% . Situazione simile si trova per quanto riguarda l’indicatore liquidità: il saldo dell’andamento è sceso del 27,50%. Mediocre il ricorso al credito, solo il 15% vi ha fatto riferimento.
E in ultimo l’andamento dei salari che ha fatto registrare la peggior performance. Per quel che riguarda la composizione degli organici nel 2011 hanno ceduto soprattutto i contratti di collaborazione (meno 66,67%) e quelli a tempo indereterminato (meno 18,75%).
Dunque un quadro deteriorato che, come considerazione finale, ha bisogno di spinte per «un salto di qualità nell’accessibilità infrastrutturale, per il trasferimento di conoscenze dai centri di ricerca, di politiche del credito meno restrittive e politiche promozionali».
La Cna prova a dare una lettura dei dati (che non entusiasmano affatto) al positivo: «Stiamo vivendo una fase di forte cambiamento - spiega Paolo Gianassi, responsabile di zona - è indispensabile sostenere queste piccole imprese. E’ il credito la chiave di volta per affrontare il futuro».
E ci sono realtà produttive, va avanti il sindaco di Castelfiorentino Giovanni Occhipinti che ha la delega del lavoro per il Circondario, che «hanno lavoro ma si trovano in difficoltà perché non vengono pagate per il lavoro svolto in precedenza e sono costrette a fare da banca ad altre imprese».
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