Italia
Protagonista di un film per aiutare i bimbi
Il fucecchiese Alessandro Gelli sul grande schermo con “Ridere fino a volare” per il Meyer
di Graziano Banchini
FUCECCHIO
Un fucecchiese è il coprotagonista principale del film comico “Ridere fino a volare” che uscirà in anteprima domenica (ore 21) al cinema Odeon di Firenze e che sarà possibile vedere da venerdì 3 febbraio al Supercinema Lami di Santa Croce. Alessandro Gelli, sanminiatese di nascita e fucecchiese di adozione (da più di un ventina d'anni abita insieme alla sua famiglia nella zona collinare di Torre) è il comico nostrano che divide il ruolo di protagonista principale insieme ad un altro comico di scuola toscana, Jerry Potenza; nelle vesti di attore anche l’imprenditore empolese Claudio Lastrucci, che interpreta il ruolo di un poliziotto, protagonista di un posto di blocco sulla Fi-Pi-Li.
Gelli vanta già alcune partecipazioni in fiction di successo (Carabinieri e Distretto di Polizia) ed a avuto di recente un ruolo di rilievo anche nel film "C'è chi dice No" accanto a Paolo Ruffini, Luca Argentero e Paola Coltellesi. Tutto toscano il resto del cast di attori con Novello Novelli, Gianni Giannini, Cristiano Militello, Niki Giustini, Alessandro Paci e Graziano Salvadori.
La storia diretta dal regista Adamo Antonacci è ambientata principalmente a San Miniato scelta per i suoi suggestivi e caratteristici scorci. Location d'eccezione per alcune scene l'ospedale pediatrico fiorentino. È un film comico la cui finalità e anche solidale: devolvere un contributo all'ospedale pediatrico fiorentino Meyer. Un film comico con risvolti profondi. Una commedia sentimentale che offre spunti commoventi. La trama del film è la storia di due comici che alla soglia dei 50 anni incapaci di far ridere il pubblico cercano ancora la ribalta rendendosi, in molti casi, ridicoli. Dopo vari tentativi non riusciti cadono in disgrazia e sono costretti a vivere sotto un ponte insieme ai barboni. Un giorno però, proprio al culmine della disperazione, l'incontro con una scolaresca cambia il loro destino. I due comici vengono chiamati ad un compito speciale: far ridere i bambini di un ospedale fiorentino, il Mayer, ed in particolare una bambina gravemente ammalata.
Il destino porta i due dalla ricerca del successo ad ogni costo vicino al dolore dei bambini verso i quali indirizzano le loro capacità istrioniche per alleviare le sofferenze. “Ridere fino volare” diventa quindi un film che fa anche riflettere. Come i due comici falliti anche lo spettatore avrà modo di riflettere sui falsi miti e sui valori veri della vita.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google