Italia
«Le maestre non sono violente» Archiviata l’inchiesta sull’asilo
Alcuni genitori avevano denunciato presunti maltrattamenti dei bimbi all’interno del Grillo Parlante Le due insegnanti: «Non poteva che finire così, grazie a chi ci è stato vicino in questi 15 mesi»
di Francesco Turchi
FUCECCHIO
Non ci sono mostri all’interno dell’asilo Grillo Parlante. Soltanto insegnanti che fanno il loro dovere di educatrici. Non sono mai volati schiaffi. Ci sono voluti quindici mesi, ma finalmente l’incubo per le due maestre fucecchiesi sotto inchiesta per presunti maltrattamenti è finito.
Quel macigno che pesava sul loro nome gettando un’ombra sulle lunghe e onorate carriere è stato spazzato via dal decreto di archiviazione firmato dal giudice per le indagini preliminari «in conseguenza della verificata inattendibilità dei minori sentiti in incidente probatorio e della rilevata mancanza di una condizione di punibilità del reato ipotizzato». Poche righe per una grande gioia. Una vittoria annunciata con uno scarno comunicato dagli avvocati Mario Taddeucci Sassolini e Filippo Bellagamba.
Il dramma di Vera Campigli e Paola Arienti era iniziato alla fine di settembre del 2010, quando i genitori di tre bambini che frequentavano la scuola dell’infanzia di via Ugo Foscolo a Fucecchio denunciarono ai carabinieri i presunti maltrattamenti avvenuti all’interno della scuola dell’infanzia: arrossamenti sul viso e sulla testa, comportamenti inusuali dei piccoli che si sarebbero rifiutati di andare all’asilo o comunque avrebbero fatto strane resistenze.
I fatti risalivano ai mesi di febbraio e aprile di quell’anno. Da qui l’avvio delle indagini e l’apertura di un’inchiesta della procura di Firenze coordinata dal pm Vincenzo Ferrigno. I reati ipotizzati: maltrattamenti e abuso di mezzi di correzione nei confronti di due maschietti e una femminuccia, presi a scappellotti e sculaccioni. Nelle settimane successive fu eseguito l’incidente probatorio, con la raccolta dei racconti di alcuni bimbi, alla presenza di una psicologa e di quella, naturalmente defilata vista la delicatezza della situazione, del gip David Monti e del pm Ferrigno, oltre che dei legali, per valutare le capacità di testimoniare dei piccoli e per capire se erano stati suggestionati o se erano comunque suggestionabili. Mentre la magistratura faceva i suoi passi, un nutrito gruppo di genitori, la dirigente del circolo didattico Maria Elena Colombai e l’amministrazione comunale - col sindaco Claudio Toni in testa – si schierarono in maniera compatta con le due insegnanti finite nel mirino. Il tempo ha dato ragione a tutti loro. E Vera Campigli lo rimarca con orgoglio «Mi sono comportata sempre correttamente. Questa brutta storia è finita come doveva finire. Non ho altro da dire. Se vuole può parlare con l’avvocato. Basta così, c’è già stato fin troppo scalpore. Per fortuna già a suo tempo le colleghe e tanta gente ci dimostrarono la loro solidarietà e ci sono stati vicini in tutto questo periodo».
L’incubo è finito, ma ha lasciato un segno indelebile: «Abbiamo sempre continuato a lavorare con serenità – aggiunge Paola Arienti – così come continueremo a fare in futuro. Siamo tranquille e abbiamo la coscienza a posto. Non c’è nient’altro da dire».
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