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Empoli

Negozi sempre aperti i sindaci del circondario scelgono tra Monti e Rossi

A destra via Del Papa a Empoli
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A destra via Del Papa a Empoli

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 EMPOLI. Negozi sempre aperti, giorno e notte. Ogni giorno dell'anno. Il circondario deve decidere da che parte stare. Con il premier Monti, che con il decreto Salva Italia ha dato il via libera definitivo alla liberalizzazione degli esercizi commerciali, scattata ieri; oppure con il governatore Rossi, che pretende che la materia sia regolamentata dalla Regione, essendo il commercio una materia di sua competenza. In attesa che della pronuncia della Corte costituzionale, c'è il rischio caos.  Il quadro. La Regione vorrebbe otto festività intoccabili e negozi aperti al massimo per tredici ore al giorno, con possibilità di deroghe se richieste ai Comuni. Finora veniva firmato un patto a livello di Empolese Valdelsa, tra associazioni di categoria, sindacati, Unicoop e Comuni per le aperture festive. Un documento che con la liberalizzazione rischia di diventare carta straccia.  La prova del nove. Da una parte c'è la grande distribuzione che preme, dall'altra c'è la Regione decisa a non mollare. In mezzo c'è la Corte costituzionale, chiamata a pronunciarsi sul conflitto di competenze. All'orizzonte ci sono i saldi (da giovedì), l'Epifania e la giornata di domenica; entrambe le date sono già inserite nel programma delle aperture festive, sia dei negozi che del Centro Coop. La prova del nove arriverà domenica 15. L'impressione è che almeno inizialmente i negozi di vicinato resteranno chiusi. Ma potrebbero essere le catene in franchising - guidate da una logica nazionale - a rompere il fronte. Intanto nella grande distribuzione Esselunga e Coin hanno già annunciato che resteranno sempre aperti.  I dubbi dei sindaci. In questo quadro caotico, i sindaci dell'Empolese Valdelsa sono chiamati a prendere una posizione. Il delegato al commercio del Circondario, Giovanni Occhipinti, ha convocato per oggi tutti i sindaci, considerando anche che l'Anci ha «invitato, in attesa che si pronunci il giudice costituzionale, i Comuni a seguire la fonte normativa gerarchicamente superiore, ovvero la legge dello Stato». Che però significa fare uno sgarbo alla Regione: «Dovremo uscire dal confronto con una posizione unitaria per tutto l'Empolese Valdelsa». Una tesi condivisa dall'assessore al commercio del Comune di Empoli Arianna Poggi, che intanto bacchetta sia il governo sia la Regione: «Critichiamo l'assoluta "deregulation" del modello statale che se ha ragion d'essere in grandi città, meno si presta ad essere applicabile in piccole realtà come quella di Empoli il cui tessuto economico è composto da piccole e medie realtà commerciali. E la Regione (con le novità inserite nella finanziaria approvata pochi giorni fa, ndr) invece di risolvere il nodo degli orari, l'ha amplificato, esponendo anche gli enti locali a possibili conseguenze giuridiche. Un metodo troppo conflittuale di risoluzione di problematiche che risulta anche inefficace visto il risultato di assoluta incertezza».

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