Il Tirreno

Empoli

Allegri, oggi la firma della cassa straordinaria per quaranta dipendenti

In alto la protesta dei lavoratori durante il passaggio del Giro d’Italia 2009 e sopra Silvia Mozzorecchi
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In alto la protesta dei lavoratori durante il passaggio del Giro d’Italia 2009 e sopra Silvia Mozzorecchi

Via libera all'accordo tra sindacati e nuovi proprietari ma i coreani non hanno presentato il piano industriale

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VINCI. Babbo Natale nasconde il piano industriale. Ma lascia sotto l'albero dei lavoratori della Allegri un altro anno di cassa integrazione (fino al 31 dicembre 2012), stavolta straordinaria, per un massimo di 40 dipendenti. Che, consapevoli di non avere alternative, hanno dato il via libera all'accordo tra i sindacati e i vertici della multinazionale coreana Lg, che ha rilevato la Dismi 92 Allegri di Spicchio. Il cambio di proprietà dunque, almeno per il momento, non porta la serenità auspicata agli 88 lavoratori che da 4 anni lottano per garantirsi un futuro. La cassa integrazione in deroga per i venti dipendenti dell'azienda di moda scade il prossimo 31 dicembre. Ma stamani sarà sancito in Provincia il ricorso all'ammortizzatore straordinario per l'intero 2012. L'accordo dunque c'è, ma l'entusiasmo che aveva accompagnato l'arrivo dei coreani nello scorso mese di novembre, è quasi completamente svanito: «Ci preoccupa - spiega Silvia Mozzorecchi della Filctem Cgil, che ha partecipato alle trattative insieme a Michele Cataneo della Uilta Uil e alle Rsu - che i dirigenti non abbiano presentato un piano industriale. Capiamo che si sono appena insediati, ma se ci avessere fatto vedere quali sono i loro progetti ci saremmo sentiti più tranquilli».  I vertici della Lg Fashion Corporation hanno assicurato investimenti per la formazione del personale in cassa integrazione, in modo tale da non non tagliarli definitivamente fuori dal mercato del lavoro, considerato anche che non è chiaro quanta rotazione sarà fatta. «Domani (oggi, ndr) sarà attivata la cassa integrazione straordinaria per un massimo di 40 lavoratori, anche se in realtà gli esuberi sono una ventina e credo che questo numero non sarà superato. Purtroppo - sottolinea Mozzorecchi - non ci sono alternative e i dipendenti lo sanno bene». Meglio mangiare questa minestra piuttosto che saltare dalla finestra: «Per alcune di loro con il decreto Monti sono anche cambiati gli scenari in tema di pensione: c'è chi vedeva il traguardo vicino, magari anche passando per la mobilità e che ora, invece, si ritrova a dover lavorare altri anni». Tutto questo ha reso meno amara la "cassa" che almeno garantisce anche un altro anno di contributi: «Tuttavia - conclude Mozzorecchi - monitoreremo costantemente la situazione, perché da una multinazionale ci aspettiamo di più». F.T.

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