Il Tirreno

Empoli

Quando Montanelli incontrò Jacovitti per il diario Vitt

Un’immagine del Diario Vitt
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Un’immagine del Diario Vitt

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 FUCECCHIO. Perché le agende dell'anno nuovo sono grandi e gratis (anzi lo erano in quanto quest'anno se ne vedono poche anche dalle banche) e invece i diari scolastici vanno comprati ma erano e sono illustrati con musica, sport, umorismo? Il contenuto viene spesso ritenuto un passatempo per chi in classe non ha voglia di studiare. Invece può essere istruttivo. Alla scorsa edizione di Lucca Comics, tra i collezionisti che si disputavano i vecchi giornalini a fumetti, ho trovato una chicca: il "Diario Vitt" dell'anno scolastico 1966-67. Costava 250 lire, l'ho pagato altrettanti euro. Vitt era l'abbreviazione del giornale il Vittorioso, che veniva venduto la domenica dopo la messa in Collegiata, dai volontari dell'Azione cattolica.  Colui che nel diario si firma "L'editore", nella prefazione scrive: "Un incontro tra Indro Montanelli e Jacovitti chi l'avrebbe creduto possibile? Un incontro e una collaborazione tra l'articolista acuto, il commentatore della nostra vita politica e sociale, lo storico Montanelli, e il disegnatore scatenato, il creatore di tante trovate, l'umorista Jacovitti. Ci ha pensato l'editrice A.V.E., con il Diario Vitt". Ecco alcuni testi.  Sara Bernhardt, attrice. Era una donna eccentrica e assai capricciosa. La sua casa era un vero e proprio zoo: dai soffitti pendevano decine di gabbie di uccelli esotici: pappagalli, scimmie, leoni. Una volta acquistò anche un coccodrillo al quale dava da bere champagne in coppe di cristallo.  In camera da letto, sotto al baldacchino, aveva collocato una bara di castagno massiccio e la sera, prima di coricarsi, si calava nel feretro e fingeva di essere morta, Ogni tanto ci s'addormentava e quando si vegliava cacciava urla disumane terrorizzando la servitù. Le piaceva recitare, e non solo sulla scena.  Walter Chiari, attore comico. Assisteva al Vigorelli di Milano a un incontro di boxe. L'arena era gremita e la folla seguiva col fiato sospeso i rounds che si susseguivano in un crescendo drammatico. Al sesto, uno dei due pugili schiantò K.O. al tappeto e il pubblico in delirio cominciò a urlare.  Un tale seduto accanto a Chiari, quando seppe che il vincitore avrebbe vinto 50 milioni, esclamo: «E' scandaloso che un pugile guadagni mille volte più di un professore di latino». «E' vero - rispose Chiari - ma lei, scusi, ha mai visto diecimila persone assistere a una lezione di latino?».  Alberto Moravia, scrittore. Era assillato da un giovane scrittore il quale voleva a tutti i costi che egli leggesse il manoscritto di un suo romanzo. Moravia, dopo reiterate suppliche, si fece alla fine portare il manoscritto e cominciò a sfogliarlo. Dopo una settimana, il giovane autore si ripresentò per avere indietro il libro e conoscere il giudizio di Moravia. "Non sa la fatica che mi è costato questo romanzo, il sonno che ho perduto scrivendolo", disse al romanziere. «Il sonno che lei ha perduto scrivendolo - gli rispose Moravia- l'ho ritrovato io, leggendolo».  Aristotele Onassis, miliardario greco. La sua fortuna cominciò negli anni Trenta a Buenos Aires dove arrivò con una lettera di presentazione che gli valse un posto di telefonista in un albergo. Ci rimase quanto gli bastò per scoprire, dalle conversazioni degli uomini d'affari, clienti del locale, che in Argentina non avevano ancora pensato a importare tabacco europeo, più a buon mercato di quello indigeno. Vi provvide lui facendosi anticipare tremila dollari e guadagnandosene in due anni settecentomila. «Un buon capitano deve prevedere il vento, non seguirlo» diventò la massima della sua vita.  Luciano Gianfranceschi    I PROTAGONISTI Due autori popolari e di successo  I due autori vengono così presentati. «Montanelli ha conosciuto migliaia di persone del nostro tempo nei suoi viaggi, nelle sue interviste, nei suoi incontri; ha conosciuto, nelle loro opere e nella loro vita, altri scrittori, altri giornalisti. Ora ci parla di questi personaggi del nostro tempo come sa farlo lui: con una battuta, un aneddoto oppure una frase».  «Il popolare Lisca-di-pesce (Jacovitti), come al solito, ha dato il meglio di sé. Le sue trovate sono spiritosissime! Vederlo disegnare è uno spettacolo: le figurette sembra che dal pennino scivolino sulla carta trovando subito il loro posto giusto... tutte spontanee, buffe, allegre».

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