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Soldi per le imprese fornitrici degli enti
Gli istituti di credito liquidano le fatture bloccate dal Patto di stabilità
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EMPOLI. Rendere liquido il credito vantato nei confronti della pubblica amministrazione con la cessione pro-soluto a uno degli istituti creditizi firmatari della convenzione promossa dalla Regione, venendo incontro alle esigenze delle imprese fornitrici degli enti locali, i cui pagamenti sono bloccati dal Patto di stabilità. Se n'è discusso all'auditorium Ridolfi di Banca Cr a Firenze, in un convegno organizzato dalle Camere di Commercio di Pistoia, Firenze e Prato con la collaborazione di Biis (Banca Infrastrutture Innovazione e Sviluppo), la banca del Gruppo Intesa Sanpaolo dedicata al Public Finance e alla collaborazione tra pubblico e privato, dal titolo "La cessione pro soluto dei crediti vantati dai fornitori della pubblica amministrazione". È stato illustrato al mondo imprenditoriale questo strumento attraverso il quale le imprese, che vantano crediti nei confronti degli enti locali per servizi di fornitura, progettazioni e lavori pubblici, possono ottenere quanto dovuto, ovviando al problema del ritardo nei pagamenti. Il protocollo rende possibile lo smobilizzo pro soluto vantato dai fornitori delle amministrazioni locali toscane fino al 100% dell'importo, con contratti di cessione, il cui importo verrà determinato di volta in volta sulla base del merito creditizio dell'ente. Dal punto di vista operativo, le imprese interessate dovranno chiedere all'ente locale debitore una certificazione del credito maturato, ottenuto il quale potranno rivolgersi a uno degli istituti di credito firmatari per ottenere ogni informazione necessaria ad attivare la richiesta di cessione creditizia. Con questo intervento si offre un concreto aiuto al tessuto produttivo locale, consentendo alle imprese di approvvigionarsi della liquidità necessaria per operare e crescere e allo stesso tempo forniscono un valido supporto all'equilibrio finanziario della pubblica amministrazione, mediante uno strumento finanziario molto utile in un contesto marcato da vincoli di finanza pubblica sempre più stringenti. Il protocollo d'intesa è stato siglato lo scorso ottobre da Banca Infrastrutture Innovazione e Sviluppo, Banca CR Firenze, Banca Mps Leasing&Factoring, Credito cooperativo di Cambiano, Cassa di risparmio di Volterra, Cassa di risparmio di San Miniato, Cassa di risparmio di Lucca, Pisa e Livorno, Centro factoring, Banca popolare dell'Etruria e del Lazio, Banca Federico del Vecchio e Banca di Lucca e del Tirreno, con la Regione Toscana, l'Anci Toscana, l'Upi Toscana, l'Uncem Toscana e l'Unioncamere Toscana. «In momenti come questo - sostiene Vasco Galgani, Presidente della Camera di Commercio di Firenze - anche un'impresa sana è a rischio se non può esigere quanto le spetta. Il protocollo tra Regione Toscana, Unioncamere, banche e Comuni rimette il buon senso in prima linea e dà ossigeno a una parte non secondaria delle nostre imprese».
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