Per i piani di recupero, in alcuni casi, si possono spostare le volumetrie
Urbanistica, via libera alla variante premio a chi investe alla Montecatini
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La ex Montecatini a Castello 3 MINUTI DI LETTURA
CASTELFIORENTINO. Quarta variante del regolamento urbanistico, primo disco verde da parte del consiglio comunale di Castelfiorentino. Con il voto dell'altra sera (favorevole gruppo consiliare Pd, astenuto gruppo consiliare Pdl, contraria Rifondazione) la variante è stata infatti adottata dal consiglio, che ora dovrà solo superare quei tempi tecnici necessari prima della definitiva approvazione. L'adozione della nuova variante è avvenuta all'insegna di grosse novità che rappresentano un forte impulso al rilancio della riqualificazione urbana, all'espansione edilizia e al potenziamento del tessuto economico e produttivo di Castelfiorentino. La prima riguarda senz'altro la ex Montecatini, il cui bando per la vendita era andato finora deserto. Sul complesso industriale e chimico che si trova nel centro urbano è stato avviato infatti nel corso dell'anno un profondo ripensamento, che ha portato anzitutto ad aumentare la cubatura prevista per l'edilizia residenziale (che passa dai 18.000 metri cubi ai 25.000) ed in secondo luogo - ed è forse questo l'aspetto più innovativo del piano - a concedere la possibilità al soggetto che realizzerà il progetto di recupero dell'area di utilizzare una parte del volume residenziale previsto in altre tre aree pubbliche individuate dal regolamento, molto appetibili sul piano economico in quanto si trovano nella zona di via Sant'Antonio. La medesima opportunità viene inoltre offerta ai piani di recupero che riguardano i cosidetti "edifici incompatibili", slegati sotto il profilo urbanistico dal contesto circostante. In tal caso il meccanismo di premialità opera nelle aree private, consentendo di spostare tutta o una parte della volumetria non recuperabile in loco in altre zone individuate dal regolamento. In questo modo si persegue un duplice obiettivo di recupero edilizio e di riqualificazione urbana, rendendo più armonioso tutto il patrimonio residenziale. Terza novità, infine, riguarda le aree industriali. E' infatti previsto nella nuova variante un aumento del rapporto di copertura. Questo si traduce nella possibilità - per tutte le medie e piccole imprese che hanno bisogno di maggiori spazi per la loro attività - di ampliare il proprio edificio senza necessità di trasferirsi altrove. E' inoltre riconfermata la nuova area industriale di Casenuove, con destinazione direzionale e produttiva (esclusa invece, quella commerciale), particolarmente appetibile poiché si trova in prossimità allo svincolo della nuova 429. Altre novità del regolamento interessano, infine, il recupero abitativo dei sottotetti, gli incrementi volumetri del 20% per le singole abitazioni. «L'urbanistica di Castelfiorentino - sottolinea il sindaco, Giovanni Occhipinti - è di grande valore e affonda le sue radici nella storia che risale ai primi piani di fabbricazione degli anni 50. Essa si è sviluppata intorno ad un principio base: l'ordine delle costruzioni, l'omogeneità degli spazi e degli insediamenti urbani fruibili, dei servizi per le persone, le aree per le attività commerciali e produttive». «Oggi - prosegue il sindaco - con l'adozione della 4ª variante dobbiamo avere come orizzonte, nella reiterazione delle previsioni, una urbanistica che introduca azioni di visione strategica. Serve una nuova impostazione che riesca ad interpretare i nuovi processi produttivi, le mutate esigenze economiche di servizi, e offrire loro una prospettiva adeguata sul versante degli strumenti urbanistici attraverso una gestione moderna e attenta ai bisogni». «Il nostro territorio - conclude - è caratterizzato da una dimensione territoriale con grandi caratteristiche identitarie, ha una grande e forte trama istituzionale fatta di associazioni, di istituzioni coese e un grande patrimonio fatto non solo di beni paesaggistici. I nostri territori hanno una forte vocazione al "fare", tratto comune presente soprattutto nei territori di fondovalle. Per questo l'identificazione di aree produttive strategiche e di dimensione sovracomunale diventano per noi una priorità».
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