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Nel mirino il flop della pedonalizzazione e il “mistero” Pacini: «Serve un incontro»
Confesercenti all'attacco di Toni «Una piazza bloccata da 11 anni»
Francesco Turchi
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Piazza Montanelli a Fucecchio3 MINUTI DI LETTURA
FUCECCHIO. Ci risiamo. I commercianti attaccano il sindaco per piazza Montanelli. Mettendo sul tavolo l'odiata pedonalizzazione, decisa da Toni e il teatro Pacini, quel contenitore vuoto che tiene "in ostaggio" la piazza da undici, lunghissimi, anni, complici cantieri, comitati e ricorsi. A completare il quadro c'è quel faraonico progetto di riqualificazione del centro storico, da un milione e mezzo di euro, destinato a restare nel cassetto ancora a lungo. Due anni fa il gruppo di architetti Heliopolis si aggiudicò il concorso "Un centro per Fucecchio", che riguardava proprio piazza Montanelli, ma anche piazza Amendola e via Checchi.
In quest'ottica, la pedonalizzazione di piazza Montanelli - scattata alla fine di giugno del 2010 - doveva essere il primo passo verso il rilancio. E invece, niente auto, niente restyling, Pacini ancora chiuso e zero affari. Almeno secondo i commercianti. Che hanno chiesto al sindaco - a più riprese - di rivedere la pedonalizzazione. Ma Toni proprio non ne vuol sapere e ha ribattuto puntualmente che «la piazza è chiusa e basta», sottolineando che chi vuole prendere il caffè o fare acquisti in piazza può contare su centinaia di posti auto nei parcheggi del centro, a cominciare da quello di piazza Salvo D'Acquisto. Ora scende in campo Confesercenti, attraverso il presidente Giuseppe Soldaini, che chiede al sindaco la convocazione di un icnontro «al fine di stabilire, una volta per tutte, una soluzione certa per piazza Montanelli». Questo perché «gli operatori di Fucecchio hanno diritto di essere messi a conoscenza della volontà dell'amministrazione comunale: questo stato di incertezza, in un periodo in cui, tra l'altro si vive una crisi economica senza precedenti, non serve a niente e a nessuno». I commercianti vogliono sapere cosa ne sarà del teatro Pacini, i cui lavori sono apparentemente finiti, ma il cui iter burocratico non è ancora terminato, tanto che l'immobile non è ancora nella disponibilità dell'amministrazione comunale e della Banca di credito cooperativo di Cambiano, che sposterà lì la sua filiale fucecchiese.
Una volta ricevute le tanto sospirate chiavi, l'amministrazione comunale potrà anche preocedere alla pubblicazione del bando per la gestione della struttura. Gli esercenti sperano che l'apertura della banca e del teatro riportino quel giro di persone in piazza che è scomparso con la chiusura al traffico: «Non vorremmo - spiega ancora Soldaini - che dietro all'atteggiamento di chiusura dell'amministrazione comunale, ci fossero questioni di principio o pregiudiziali di carattere politico che niente hanno a che vedere con l'interesse della comunità e della cittadinanza. Famiglie e imprese vivono una situazione di grave difficoltà ed incertezza: se si può fare un gesto distensivo di buona volontà non esiste momento migliore per farlo».
Alla luce di tutto questo Confesercenti chiede «un atto di chiarezza e l'immediata convocazione, su questo tema specifico, delle associazioni di categoria maggiormente rappresentative del settore». E il responsabile di zona Lapo Cantini aggiunge: «Undici anni di attesa sono davvero troppi. Si sta parlando della piazza centrale di Fucecchio: i commercianti hanno il diritto di sapere che cosa ne sarà e quando. È ciò che vogliamo sapere nell'incontro che abbiamo chiesto a Toni».
In quest'ottica, la pedonalizzazione di piazza Montanelli - scattata alla fine di giugno del 2010 - doveva essere il primo passo verso il rilancio. E invece, niente auto, niente restyling, Pacini ancora chiuso e zero affari. Almeno secondo i commercianti. Che hanno chiesto al sindaco - a più riprese - di rivedere la pedonalizzazione. Ma Toni proprio non ne vuol sapere e ha ribattuto puntualmente che «la piazza è chiusa e basta», sottolineando che chi vuole prendere il caffè o fare acquisti in piazza può contare su centinaia di posti auto nei parcheggi del centro, a cominciare da quello di piazza Salvo D'Acquisto. Ora scende in campo Confesercenti, attraverso il presidente Giuseppe Soldaini, che chiede al sindaco la convocazione di un icnontro «al fine di stabilire, una volta per tutte, una soluzione certa per piazza Montanelli». Questo perché «gli operatori di Fucecchio hanno diritto di essere messi a conoscenza della volontà dell'amministrazione comunale: questo stato di incertezza, in un periodo in cui, tra l'altro si vive una crisi economica senza precedenti, non serve a niente e a nessuno». I commercianti vogliono sapere cosa ne sarà del teatro Pacini, i cui lavori sono apparentemente finiti, ma il cui iter burocratico non è ancora terminato, tanto che l'immobile non è ancora nella disponibilità dell'amministrazione comunale e della Banca di credito cooperativo di Cambiano, che sposterà lì la sua filiale fucecchiese.
Una volta ricevute le tanto sospirate chiavi, l'amministrazione comunale potrà anche preocedere alla pubblicazione del bando per la gestione della struttura. Gli esercenti sperano che l'apertura della banca e del teatro riportino quel giro di persone in piazza che è scomparso con la chiusura al traffico: «Non vorremmo - spiega ancora Soldaini - che dietro all'atteggiamento di chiusura dell'amministrazione comunale, ci fossero questioni di principio o pregiudiziali di carattere politico che niente hanno a che vedere con l'interesse della comunità e della cittadinanza. Famiglie e imprese vivono una situazione di grave difficoltà ed incertezza: se si può fare un gesto distensivo di buona volontà non esiste momento migliore per farlo».
Alla luce di tutto questo Confesercenti chiede «un atto di chiarezza e l'immediata convocazione, su questo tema specifico, delle associazioni di categoria maggiormente rappresentative del settore». E il responsabile di zona Lapo Cantini aggiunge: «Undici anni di attesa sono davvero troppi. Si sta parlando della piazza centrale di Fucecchio: i commercianti hanno il diritto di sapere che cosa ne sarà e quando. È ciò che vogliamo sapere nell'incontro che abbiamo chiesto a Toni».
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