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Empoli

Allegri, salta il vertice sul piano industriale della nuova proprietà

Una manifestazione alla Dismi prima del passaggio di proprietà
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Una manifestazione alla Dismi prima del passaggio di proprietà

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VINCI. Salta l'incontro che era stato previsto per oggi con i nuovi proprietari dell'azienda Allegri, i coreani della multinazionale Lg. Oggi i sindacati dovevano conoscere il piano industriale ma invece è stato tutto rimandato a data da fissare. E l'apprensione tra i 98 lavoratori in forza alla storica casa di moda cresce. In ansia per il loro futuro, in particolare, le operaie che sono in cassa integrazione (e hanno la scadenza di questo ammortizzatore alla fine dell'anno). Dopo la formalizzazione dell'acquisto, c'era stato un incontro interlocutorio con i vertici della multinazionale Lg Fashion Corporation che - attraverso la controllata Polaris - ha totalmente rilevato la Dismi 92 dalla famiglia Allegri. Subito dopo il passaggio di proprietà, ai sindacati erano state date assicurazioni per il mantenimento di tutti i posti di lavoro (i dipendenti al momento sono 98 tra Vinci, Milano e Firenze).  In seguito i sindacati avevano chiesto garanzie più precise sul futuro dell'azienda e dei lavoratori e aspettavano dal faccia a faccia previsto per domani risposte più precise. «Non c'è molto tempo da perdere: i dipendenti hanno il diritto di sapere a cosa vanno incontro - aveva detto Silvia Mozzorecchi della Cgil - Ce ne sono ancora venti in cassa integrazione, che seguono gli sviluppi con una comprensibile apprensione».  Poi a fine settimana la comunicazione che l'incontro, per problemi organizzativi, sarebbe stato rimandato. In queste ore è in corso l'organizzazione del nuovo appuntamento tra le parti.  Nel frattempo ancora non è trapelata alcuna indicazione sul piano industriale che l'azienda si appresta a presentare ai sindacati.  Se l'ansia degli operai aumenta, il consiglio provinciale vigila sull'evolversi della situazione all'azienda di Vinci.  «Occhio ai comportamenti della multinazionale», è il messaggio che invia Rifondazione comunista. I consiglieri provinciali di Rifondazione comunista Andrea Calò e Lorenzo Verdi chiedono «alla Provincia di vigilare attentamente sulla vicenda, unitamente al Circondario Empolese-Valdelsa, per tutelare i lavoratori e per pretendere un profilo alto di responsabilità sociale da parte della multinazionale proprietaria e il rispetto della legalità».  «Non si conoscono fino in fondo i contorni finanziari dell'operazione, anche se una cosa è certa - vanno avanti - la proprietà ha venduto in base a un'offerta che è stata più alta di quelle ricevute da alcuni imprenditori italiani del settore moda, tra cui anche operatori della nostra regione».  E concludono: «I dipendenti chiedono garanzie occupazionali e sul futuro dell'azienda. Ripresa e sviluppo devono ripartire in un contesto produttivo dove sia chiaramente delineato il prodotto commerciale, la qualità, una corretta valorizzazione delle risorse umane e un rispetto pieno della legalità».

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