Il Tirreno

Empoli

Assalto all'azienda che assume

Veronica Potenza
L’azienda Martini a Camaioni
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L’azienda Martini a Camaioni

In 400 si sono presentati ieri alla Martini group che cerca 100 persone

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 MONTELUPO. Circa 400 curriculum in meno di 24 ore. E' una vera e propria pioggia di candidature quella che si è abbattuta sulla azienda Martini group dopo l'articolo pubblicato ieri in cui il proprietario, Claudio Martini, ha spiegato che era alla ricerca di 100 operai da inserire a tempo indeterminato. Moltissimi quelli che si sono offerti anche senza avere esperienze nella lavorazione della pelle.  «Tra fax, posta elettronica e curriculum consegnati di persona abbiamo ricevuto almeno 400 candidature. Siamo stati sommersi e abbiamo difficoltà a gestire tutti i contatti. Sono contento però perché mi servono dipendenti bravi e sono sicuro che in mezzo a tutte queste persone riuscirò a individuare il personale valido e qualificato che stiamo cercando».  A parlare è Claudio Martini, titolare della ditta montelupina, che, dopo aver annunciato di voler assumere cento macchinisti e operai specializzati nel settore pellettiero, è stata protagonista di un vero e proprio assalto. E il grande interesse sembra destinato a non placarsi troppo in fretta. Tra gli aspiranti dipendenti c'è una netta maggioranza, circa il 90% secondo la stima della segretaria dello stabilimento, di gente che non ha esperienza ma che si dice disponibile a imparare il mestiere. Non manca poi chi si è armato di coraggio e fantasia e ha provato a inventarsi anche dei profili non richiesti dal proprietario dell'azienda. E' il caso ad esempio di un cuoco che ha suggerito alla Martini group di aprire una mensa aziendale e si è candidato per la realizzazione degli ipotetici pasti per i dipendenti. Una corsa al posto fisso insomma che ha coinvolto giovani e meno giovani, esperti e meno esperti.  Il grande interesse suscitato dall'annuncio ci dà la misura della gravità della situazione occupazionale toscana ma testimonia anche l'eccezionalità, di questi tempi, del messaggio lanciato dalla ditta: non guardare ai dipendenti solo come a una voce di costo ma anche e soprattutto come a un investimento. Realizzare i prodotti internamente, senza ricorre a tante e diverse ditte esterne, consente infatti di ottenere prodotti finali uniformi e di una qualità superiore che - stando a quanto suggerisce l'esperienza di Martini - non sfugge alle griffe nel momento in cui decidono a chi affidare le commesse.

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