Il Tirreno

Empoli

Lo sciopero dei benzinai fa flop: chiuso solo un terzo dei distributori empolesi

La Esso di via Cherubini chiusa per sciopero, sopra la Shell sulla statale 67 e a destra Romano Tinti
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La Esso di via Cherubini chiusa per sciopero, sopra la Shell sulla statale 67 e a destra Romano Tinti

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 EMPOLI. Lo sciopero dei benzinai fa flop. Nel comune di Empoli, infatti, solo un distributore su tre ha aderito alla serrata indetta fino a domani mattina dai sindacati Faib Confesercenti e Fegica Cisl, per protestare contro la decisione del governo di eliminare il bonus fiscale per i gestori degli impianti. Molti distributori sono rimasti aperti, anche se alcuni solo con il self-service. E c'è anche chi, rimasto chiuso al mattino, ha cambiato idea e nel pomeriggio ha aperto.  Una minore adesione allo sciopero era stata preventivata dopo che Figisc Confcommercio si era tirata indietro e avevano accettato le proposte del governo, ma i dati di Empoli vanno oltre ogni previsione. Solo 6 distributori sui 17 presenti nel comune sono rimasti chiusi, una cifra che si attesta attorno al 35% e che è in contrasto con i dati comunicati dalla sede romana di Faib Confesercenti secondo cui in Italia hanno scioperato circa l'88% dei benzinai, il 70% in Toscana. Un dato, quello del 35%, che peraltro è più in linea con quanto stimato dalle compagnie petrolifere in tutta la Toscana.  I sei distributori che hanno scioperato e che rimarranno chiusi fino a domani mattina sono gli Eni-Agip di via Livornese, via Valdorme e via Tosco Romagnola, i distributori Esso di via Carrucci e via Cherubini e il distributore Totalerg sempre in via Cherubini. Tra gli undici rimasti aperti, nove continuano a lavorare a pieno regime, diverso il discorso invece per il Q8 di via Lucchese, che è aperto solo col self-service, e per l'Ip di via Tosco Romagnola che ieri è rimasto chiuso al mattino ma poi ha aperto nelle prime ore del pomeriggio, anche se solamente col self service.  Chi è rimasto aperto si dice convintissimo della scelta e non ha ripensamenti, come ad esempio Daniele Cianci, titolare del TotalErg di via Livornese. «Non abbiamo aderito - spiega Cianci - perché sin dall'inizio lo sciopero ci è sembrato impostato male. Si è fatta confusione sui giorni della serrata, tanto che ci erano stati consegnati manifesti con le date sbagliate. Non c' è stata la giusta compattezza».  Ma le motivazioni sono anche altre come spiega Elisa Mandorlini del distributore Shell di via Livornese. «Sapendo che altri benzinai avrebbero aperto - dice - abbiamo deciso di farlo anche noi. Inoltre non ci era chiaro se a causa dell'emergenza alluvione sarebbero dovuti rimanere aperti tutti i benzinai toscani o solo quelli delle zone colpite».  Chi ha aderito allo sciopero invece si dice deluso per lo scarso successo e conferma che fino a venerdì non riaprirà. «Questo sciopero per noi è importantissimo - dice Simone Scovazzo della Esso di via Cherubini - dobbiamo rimanere più uniti per far valere i nostri diritti. Non capisco poi chi apre col self-service e se ne sta a casa, mi sembra veramente scorretto. Noi comunque continueremo lo sciopero fino in fondo, riaprire ora non sarebbe coerente».

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