Il Tirreno

Empoli

Rubano l'auto del parroco

Filippo Cioni
Il parroco di Spicchio don Enrico Giachetti
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Il parroco di Spicchio don Enrico Giachetti

L'appello ai ladri di don Enrico: «Riportatela, mi serve per lavoro»

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VINCI. In parrocchia non hanno trovato soldi da rubare, allora si sono accontentati delle chiavi della macchina. Poco importa se era quella di don Enrico Giachetti, parroco di Spicchio. L'auto ovviamente è sparita e il prete fa un appello ai ladri. «Ridatemela, mi serve per lavoro». Nella serie di furti che da qualche tempo tempesta la frazione di Spicchio, è finita anche la chiesa. A rimetterci in prima persona questa volta è stato don Enrico Giachetti, appiedato dai ladri che gli hanno sfilato di sotto il naso la preziosa utilitaria: la sua Hyundai Jazz nera con cui si sposta nella vita quotidiana, anche per andare a trovare i fedeli.  Don Enrico l'aveva parcheggiata come ogni sera nel piazzale della parrocchia, per i ladri è stato tutto facile visto che lo spiazzo è facilmente accessibile dalla strada (non c'è un cancello o una rete di protezione che vietino l'accesso agli estranei). Hanno agito silenziosamente durante la notte tanto che il parroco, che ha le finestre di camera sopra il piazzale, non ha sentito niente, nemmeno un minimo rumore. Un furto che i ladri hanno messo a segno nel modo più semplice possibile, visto anche il fatto che avevano, proprio così, le chiavi della macchina. Questo perché nemmeno ventiquatt'ore prima erano entrati indisturbati nella parrocchia, mettendola completamente a soqquadro ma senza portare via niente se non le chiavi di scorta dell'auto.  «Sono entrati da una porta finestra che dà sul mio orto, rompendo una inferriata - racconta il parroco che al momento della prima visita non era in casa - cercavano soldi, di questo sono più che sicuro. Sono entrati nelle mie stanze ma gli oggetti preziosi non sono stati portati via, la stessa cosa è successa anche in chiesa. Questo mi fa dedurre che cercassero solo i soldi, che fortunatamente però non hanno trovato. Le offerte erano state messe sotto chiave e non sono state toccate. In compenso i ladri hanno creato una confusione incredibile in tutti i locali».  Prima di andarsene, però, i "visitatori" si sono imbattuti nel portachiavi che don Enrico tiene appeso in canonica. Hanno visto le chiavi della macchina e se le sono messe in tasca, pianificando già di tornare la notte seguente per rubare l'utilitaria. Questa volta posticipando l'orario, agendo a notte fonda così da essere sicuri che don Enrico fosse rientrato con la sua macchina e si fosse già coricato. «Ho sporto denuncia ai carabinieri - dice il parroco - ma invito lo stesso chiunque possa aver visto qualcosa a contattarmi. La targa dell'auto è DR 048 SA». Don Enrico è dispiaciuto dell'accaduto, vista l'importanza che la macchina riveste per lui nella vita quotidiana. «Mi serve per spostarmi - conclude il parroco - per andare dai miei fedeli ma anche per la vita quotidiana. Senza sono in seria difficoltà e spero francamente che i ladri ritornino sui loro passi e la lascino almeno da qualche parte».

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