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Empoli

L'ottimismo di Berlusconi? Fuori dalla realtà

F.T.
Andrea Maestrelli e l’esterno del ristorante Le Scuderie de L’Antinoro
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Andrea Maestrelli e l’esterno del ristorante Le Scuderie de L’Antinoro

Il titolare dell'Antinoro: «Quasi pieni solo il sabato, il resto è desolante»

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 MONTELUPO. «Per dare l'idea di un ristorante pieno, ho ridotto le sale da cinque a tre. Dal 1º di ottobre scorso siamo chiusi per due giorni alla settimana, mentre prima eravamo sempre aperti. Il sabato sera è sempre quasi pieno, ma il resto della settimana la sitazione è deprimente, tanto che a novembre resteremo chiuse per ferie (forzate) due settimane e all'inizio del 2012 dovremo ricorrere alla cassa integrazione. Per tutti questi motivi ciò che dice Berlusconi è fuori dalla realtà». Andrea Maestrelli è titolare dal 1994 dell'Antinoro di Montelupo, uno di quei locali che come sottolinea anche lui con orgoglio «considerato sulla cresta dell'onda ed invidiato dalla concorrenza». Quando ha sentito dire al presidente del consiglio che in Italia «i ristoranti sono sempre pieni», a testimoniare che la crisi non morde come sostengono tv e giornali, Andrea ha acceso il computer e ha riversato tutta la passione che ogni giorno mette nel suo lavoro in una lettera inviata direttamente a Berlusconi: «Servirà a poco, ma mi sentivo di dire certe cose. Perché chi lavora in questo settore sa che la realtà è un'altra. Noi abbiamo retto benino fino a settembre, perché abbiamo perso - come tutti - clienti, ma abbiamo tenuto bene con le cerimonie». Finita la stagione dei matrimoni, la realtà è venuta a galla con tutta la sua tristezza: «Il presidente del consiglio ha riferito una leggenda metropolitana: è vero, il sabato spesso abbiamo tanta gente. Ma le spese ci sono anche tutti gli altri giorni della settimana, quando i locali sono deserti».  Un quadro che Maestrelli ha riportato anche nella lettera a Berlusconi: «La sua battuta - si legge - oltre che infelice è semplicemente falsa. L'unico giorno di quasi pieno è il sabato sera. Dico "quasi" perchè si cerca di dare la sensazione del"pieno" per il semplice motivo che nessuno entra volentieri in un locale mezzo vuoto. Anche la domenica è ormai una giornata come tutte le altre». Dopo aver illustrato le misure prese (ferie, cassa integrazione ecc.) per far fronte alla crisi, Maestrelli sottolinea che «non è poi solo il numero delle presenze a calare. La "capacità di spesa" della famiglia è drasticamente diminuita. Se viene ordinato un antipasto si rinuncia al dolce, "la pizza si prende a metà, sà devo mettermi a dieta". Siamo diventati un popolo di salutisti ma contemporaneamente quella catena americana che ha basato tutto su cibo a basso costo (ma non certo "salutare") aumenta fatturati e utili. In questa situazione di mercato nessun aumento è praticabile ma la farina, le bevande, i pomodori, il caffè e molti altri componenti base hanno avuto negli ultimi tre anni aumenti a doppia cifra. Il vino a tavola è ormai un'eccezione e non certo per la disgraziata legge sul consumo di alcol. A Roma magari le cose vanno diversamente ma ho qualche dubbio che i locali frequentati dalle famiglie dei lavoratori dipendenti o dagli artigiani se la passino in maniera molto diversa da qua». Infine la stoccata: «Certo i locali che frequenta lei o quei mille e più parlamentari che nemmeno lo pagano il ristorante (e qualcuno dovrebbe spiegarmi il senso della cosa) vedranno un mondo diverso, ma il problema è proprio questo. L'Italia che conosce lei non è quella reale e allora, per favore, non ne parli».

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