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Empoli

Boom di psicofarmaci: la depressione colpisce sempre più la mezza età

Il male di vivere fa sempre più vittime tra persone di età compresa tra 35 e 54 anni
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Il male di vivere fa sempre più vittime tra persone di età compresa tra 35 e 54 anni

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EMPOLI. Perdita del lavoro e problemi economici ammalano. Sono sempre di più le persone nella fascia di età tra 35 e 54 anni che soffrono di psicopatologie che possono sfociare nella depressione vera e propria. Gli ultimi dati relativi al consumo di antipressivi nell'Asl 11 confermano una tendenza che negli ultimi anni cresce sempre di più: oltre il 26 per cento delle 18.450 prescrizioni nel periodo compreso tra gennaio e luglio scorso è relativo a pazienti di questa fascia di età. Ma a crescere è anche la fascia relativa al pensionamento (tra i 55 e i 64 anni), con 50 casi in più rispetto al 2009. «Il dato di 18.450 - spiega la dottoressa Enza Quattrocchi, direttore del Dipartimento di salute mentale dell'Asl 11 - è relativo alle prescrizioni di tutti i medici dell'Asl e pertanto non solo agli specialisti del dipartimento di salute mentale, che partecipano per circa il 20%. I farmaci di cui si parla sono definiti antidepressivi, ma la definizione è restrittiva rispetto alle indicazioni della scheda tecnica per l'uso di questi farmaci nella clinica, laddove vengono utilizzati in monoterapia o spesso in associazione ad altri farmaci in situazioni psicopatologiche che non rientrano strettamente nel disturbo depressivo. Mi riferisco, per esempio, ai disturbi dell'adattamento, fobici, ossessivo compulsivo, attacco di panico, demenze a altre ancora».  Le donne di più. Su 18.540 prescrizioni, ben 12.684 riguardano le donne, pari al 68.7%. «Le donne che sono statisticamente in numero più elevato degli uomini - prosegue Quattrocchi - ma sono anche più inclini al disturbo depressivo e più predisposte a rivolgersi ai sanitari per disturbi di natura psichiatrica e psicologica».  Colpita l'età da lavoro. Se si escludono gli anziani, la fascia tra i 35 e i 54 anni (si per quanto riguarda gli uomini e le donne) risulta tra le più colpite. Ad incidere sono anche le difficoltà economiche. «Indubbiamente - puntualizza la responsabile del dipartimento - è un fenomeno che stiamo osservando e che è in aumento. Giungono alla nostra osservazione persone che attraversano periodi di grande difficoltà sia dal punto di vista lavorativo, che economico».  Gli anziani. La fascia che fa più uso di antipressivi è quella che va da 75 anni in su. Rappresenta il 32.8% del totale. «Ciò avviene - continua Quattrocchi - non solo per i casi di demenza senile o di iniziale deterioramento mentale, ma anche e soprattutto per i disturbi dell'adattamento, come pensionamento, decadimento fisico, perdita dell'autosufficienza, lutti o vedovanza e per le depressioni che insorgono in quella fascia d'età, fascia che si è allungata nella società occidentale».  In psicoterapia. Sono stati 751 i casi di psicoterapia nel corso del 2010 (si tratta di consulenza psicologica). Gli adulti sono stati 639, i minori 112. In 282 casi c'è stata assunzione di psicofarmaci: 265 hanno riguardato gli adulti (pari al 41.5%) e 17 i minori (il 37.5%).

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