Il presidio
Restaurato il "Padre Pio" danneggiato dai vandali
Luciano Gianfranceschi
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La statuetta di Padre PioLa statuetta era stata rubata e gettata in un rio: è tornata nella teca di via Rossini
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FUCECCHIO. Tre anni fa, quando fu inaugurata la teca con la statua di padre Pio, in via Rossini, sulla sponda del torrente Rio, con l'arciprete don Andrea Cristiani c'erano poche fedeli. Poi invece l'effige ha cominciato ad attrarre l'attenzione dei passanti, ad essere mèta di visite. Finché, chissà perché, nel febbraio scorso finì nel mirino dei vandali: i quali, incuranti di compiere un gesto sacrilego, la strapparono a forza dalla base in muratura e la gettarono nel Rio. Che fortunata aveva poca acqua, e chiara; altrimenti la statua in legno sarebbe andata perduta irrimediabilmente. Uno spregio, che suscitò l'indignazione di tante persone. Fu una lettrice del Tirreno che la notò sotto il ponte della strada che porta in via sotto le Vigne. E la statuetta fu recuperata provvidenzialmente. E ora è stata rimessa al suo posto, davanti a una piccola folla di fedeli, rafforzata dal "Gruppo di preghiera di san Pio" che si reca annualmente in pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo, con il coordinatore Luigi. Don Andrea ha celevrato una sacra funzione, cominciata nell'adiacente giardino del medico Mario Lupi e della moglie Margherita: rosario, e poi anche la Messa. Quindi don Andrea ha ricordato la figura di san Pio da Pietrelcina, "che sovente al termine del pellegrinaggio ha esaudito qualche richiesta, da una coppia che non riusciva ad avere il primo figlio, ad altri in attesa di responsi clinici, a chi ha ottenuto un posto fisso di lavoro, ad altri che hanno ringraziato senza svelare il motivo, per riservatezza. Mai è stato un viaggio a vuoto - ha sottolineato l'arciprete - rivolgetevi al santo con fiducia». L'arciprete ha invitato i fedeli ad avere fede e fiducia, anche in momenti difficili. Proprio come la vicenda della statuetta sacra, trovata abbandonata nell'anno 2008 - perchè mal ridotta, mancante di un braccio - dalla famiglia Lupi, e ora restaurata, grazie anche alla famiglia Bologni, dalle mani dell'artista Andrea Meini. La teca è di illuminata e ha sempre fiori freschi ogni giorno.
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