Italia
Rottura su produttività e riorganizzazione dellemergenza: proclamato lo stato di agitazione
I dipendenti Asl sul piede di guerra
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La sede dellAsl 11 2 MINUTI DI LETTURA
EMPOLI. È scontro tra i sindacati e l'Asl 11. Le rsu dell'azienda, infatti, hanno annunciato ieri lo stato di agitazione per il mancato ripristino delle risorse per i premi di produttività, le richiamate in servizio e le indennità infermieristiche. Inoltre, i sindacati sono sul piede di guerra a causa della «paventata riorganizzazione dell'emergenza territoriale e della mediacina perioperatoria», di cui denunciano di non essere stati informati dai vertici dell'Asl. Per questo ieri hanno provveduto ad inviare una lettera al prefetto, che entro cinque giorni dovrà convocare le parti per vedere se ci sono margini per un accordo. Se così non fosse i rappresentanti sindacali sono già pronti a convocare una manifestazione e indire uno sciopero. «Il grosso della questione riguarda i fondi per la produttività che devono essere versati al personale - spiega Giampaolo Giannoni del sindcato Nursind - stiamo parlando di circa 500mila euro, cioè l'1% del monte salari, che l'azienda non ha voluto destinare alla produttività. Inoltre, non viene garantita l'indennità infermieristica per i passaggi di carriera». Già due mesi fa, quando venne annunciata la rottura delle trattative, l'azienda aveva fatto sapere che non c'erano i soldi necessari a garantire i fondi a causa dei tagli della Regione e del disavanzo di bilancio dello scorso anno. «Noi non ci stiamo - prosegue - perché tagli e difficoltà di bilancio non possono essere fatte pagare sempre ai dipendenti. In questo modo la produzione media sarebbe dimezzata passando da mille euro lordi annui a circa cinquecento». Ancora più duro il comunicato firmato dal coordinatore delle rsu, Michele De Mola. «Nonostante le nostre richieste - si legge - ad oggi non abbiamo ricevuto nessuna risposta da parte della direzione aziendale. Anzi, registriamo ulteriori decisioni che riguardano una riorganizzazione di servizi e reparti senza aver ricevuto informazione e possibilità di confronto. Questo atteggiamento di pura arroganza non è più sostenibile». E proprio a proposito della seconda questione, quella della riorganizzazione, Giannoni ci tiene a precisare alcuni punti. «Siamo venuti a saperlo da volontari, dipendenti, addirittura da alcuni sindaci. Ma a noi nessuno ha detto niente, come era già accaduto in occasione della chiusura del reparto di medicina breve. Questo atteggiamento delegittima le rsu. Il nostro timore è che vengano tagliati personale e servizi come ad esempio i punti di primo soccorso. Dopo l'incontro in prefettura decideremo come muoverci». M.P.
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