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Così abbiamo salvato 112 famiglie
Marco Fani
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Parrini (il primo a sinistra) coi vertici Vibac (il quarto è il presidente Battista) I vertici della Vibac: «Ora punteremo sul mercato internazionale»
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VINCI. Futuro garantito per 112 lavoratori che dallo spettro della disoccupazione (passando attraverso la cassa integrazione straordinaria) sono tornati ad occupare il vecchio posto di lavoro. Si tratta dei dipendenti della storica azienda di nastri adesivi Syrom di Mercatale, che dopo l'acquisizone da parte di Vibac sono stati riassunti. Il matrimonio tra le due aziende si è celebrato lo scorso 22 agosto, quando la multinazionale Vibac ha concluso la trattativa per l'acquisizione della Syrom (in liquidazione dallo scorso mese di giugno) attraverso un percorso condiviso con le parti sociali e le istituzioni. Dall'unione è nato un gruppo che conta adesso oltre mille dipendenti ma in cui Syrom (che è già ripartita con la produzione) manterrà marchio e autonomia, guardando con interesse a nuovi possibili sbocchi soprattutto sui mercati internazionali. «Con l'acquisizione - spiega il presidente di Vibac Piero Battista - parteciperemo alla ristrutturazione di Syrom e al suo riposizionamento sul mercato. Negli ultimi anni l'azienda ha convissuto con problemi dovuti soprattutto alla crisi del mercato nazionale. Per questo avvalendoci della nostra esperienza cercheremo nuovi sbocchi fuori dall'Italia». La buona notizia è la quasi totale riassunzione dei lavoratori. «Prima della crisi - spiegano gli amministratori delegati Piero Brogi e Fabio Nassi, confermati alla guida della Syrom - avevamo un organico di 136 dipendenti. Di questi 112 sono stati riassunti, 10 hanno trovato un nuovo impiego e 4 che hanno iniziato a lavorare in questa azienda andranno in pensione usufruendo degli ammortizzatori sociali». Anche la Cgil si è detta soddisfatta per l'esito della vicenza, anche se l'obiettivo è il completo riassorbimento occupazionale. «Una situazione che si è chiusa positivamente - spiegano Mario Batistini e Giuseppe Dentato della Cgil - anche perché tutte le parti in causa hanno mostrato grande senso di responsabilità e rispetto del proprio ruolo. Finalmente possiamo guardare con moderato ottimismo al futuro con l'auspicio che nei prossimi mesi ci possano essere opportunità di assunzione anche per i lavoratori che al momento non sono stati reintegrati». Vibac, storica azienda di Ticineto in provincia di Alessandria, conta altri sei stabilimenti di cui tre nella penisola (L'Aquila, Termoli e Viggiano) e altrettanti nel Nord America dislocati tra Stati Uniti (Morristow) e Canada (Lanoraie e Montreal). «Il nostro gruppo - spiega Luca Silvi, general manager tapes division di Vibac - è focalizzato nello sviluppo e nella manifattura di una linea diversificata di film speciali da imballaggio e nastri autoadesivi. Con Syrom, che manterrà il proprio marchio, riusciremo ad arricchire ulteriormente la produzione». Anche le istituzioni sono state in prima linea in questa vicenda. «Si è scritta una pagina positiva per un'azienda storica e rappresentativa del nostro territorio com'è la Syrom - spiega il sindaco di Vinci Dario Parrini - con questa integrazione con Vibac nascerà un gruppo ancora più solido e forte, in grado di garantire un futuro per i lavoratori».
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