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Il Pdl contro Rossi: «Faccia mea culpa»
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Enrico Rossi e Alberto Magnolfi a destra la festa Pd al PalaExpo Attacco al governatore su liste d'attesa, ticket, Sds e bilanci in rosso
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EMPOLI. Chiudere le Società della salute, ammettendo che l'esperienza è stata fallimentare. Unire i tre Estav (Ente per i servizi tecnico-amministrativi di Area Vasta) che si occupano tra le altre cose di approvvigionamento di beni e servizi, ma anche di concorsi. Assicurare l'autonomia dell'Asl 11 di Empoli, che potrebbe essere messa a rischio dalla riorganizzazione della sanità dettata da tagli statali e bilanci in rosso. È la lista dei "consigli" firmata dal Pdl e recapitata al governatore Enrico Rossi, che dopo la prima apparizione di ieri sera, mercoledì sarà di nuovo a Empoli alla Festa del Pd per parlare di salute. Ed è proprio sul tema centrale della festa - tanto caro a Rossi - che il Pdl lancia la sfida. E lo fa attraverso il capogruppo in consiglio regionale Alberto Magnolfi, arrivato a Empoli insieme al consigliere regionale Nicola Nascosti per tirare le orecchie al governatore, cercando di scalfire il «falso mito della sanità toscana». Il sistema sanitario regionale, «in realtà - ammette lo stesso Magnolfi - ha valori ed eccellenze. Ma ha anche delle ombre. Rossi viene a Empoli per recitare la solita messa cantata. E noi - aggiunge scherzosamente - gli facciamo il controcanto». Quindi l'affondo: «Il sistema di controllo sui bilanci si è rivelato inadeguato, tanto che lo stesso Rossi ha scoperto dopo anni il "buco" dell'Asl di Massa, del quale peraltro non sappiamo ancora con precisione l'entità». All'origine di tutto questo «c'è un modello ideologizzato che ha finito per partorire dei "mostri": le Società della salute. In un momento in cui si chiede - giustamente - alla politica di tagliare, si tiene in vita un organismo che in otto anni ha creato soltanto spese, incertezze, conflitti di competenza, senza raggiungere l'obiettivo di migliorare il rapporto tra ospedale e cittadino. Rossi ci spieghi quali vantaggi hanno portato le Sds, bocciate anche da Corte dei Conti e Corte Costituzionale. Altrimenti faccia mea culpa e le chiuda. Non si può tenere in vita un'entità che non porta risultati». Poi Magnolfi punta l'indice contro i ticket: «L'idea di partenza era buona: far spendere i cittadini in proporzione al reddito. Ma le modalità di attuazione sono state dilettantesche». Un aspetto quest'ultimo rimarcato anche dal consigliere comunale Paolo Baroncelli: «Ormai il farmacista è a conoscenza dei redditi di tutti». Insomma, la sanità toscana ha i suoi nei. E quella empolese - secondo Nicola Nascosti - ne è lo specchio: «Le liste d'attesa sono spesso troppo lunghe. Ma pensiamo anche ai problemi del pronto soccorso di Empoli, che avrebbe dovuto rappresentare un modello, o allo scarso funzionamento dei punti di primo soccorso. Senza dimenticare la vicenda delle torri solari e della "palazzina E" il cui futuro non è ancora chiaro». F.T.
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