Il Tirreno

Empoli

Empoli presa per il naso dalla troupe televisiva di un programma di Rai1

Francesca Toccacielo
Riccardo Corsi, coautore e protatonista dello scherzo televisivo
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Riccardo Corsi, coautore e protatonista dello scherzo televisivo

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EMPOLI. Empoli, come si dice in Toscana, c'è cascata con tutte le scarpe. Per ore la città è diventata lo scenario e la vittima di una simpatica candid-camera. L'ideatore e l'artefice della burla è Riccardo Corsi, coautore del programma televisivo "Me lo dicono tutti" (ha lavorato in passato anche per "Scherzi a parte" e "Le iene" sui canali Mediaset) che ha esordito su Raiuno lo scorso maggio e che tornerà in onda il prossimo mese, sempre di sabato in prima serata. Il vip complice dello scherzo è stato l'attore Rodolfo Laganà che si è finto un operatore ecologico inviato a disinfestare la città da una zanzara "pericolosissima".

E così, munito di un falso permesso del Comune, di tuta e maschera protettiva, a bordo di un furgoncino ha iniziato a spruzzare addosso alla gente che incrociava sulla strada un finto prodotto nocivo che altro non era che acqua nebulizzata. Lo scherzo ha coinvolto un po' tutta la città e i dintorni, dalla pineta della centrale piazza Matteotti a Pontorme, da Serravalle a Sovigliana.  Tra gli empolesi coinvolti nella burla, c'è anche chi non ha gradito, imprecando e facendo la faccia dura almeno fino a quando non ha riconosciuto il volto dell'attore televisivo che iniziava a prenderli bonariamente in giro con battute e risate. Appena Laganà si presentava e spiegava cosa stava succedendo, l'atmosfera e le facce dei passanti si distendevano all'istante.

Insomma, una volta capito che si trattava di uno scherzo le persone sono state al gioco e si sono mostrate perfino contente di essere state burlate per un programma televisivo così seguito come appunto è quello che va in onda il sabato sera su Raiuno.  Ma non proprio tutti l'hanno presa benissimo. La vivacità della gag ha raggiunto il clou al Circolo Arci di Pontorme, dove il furgone della Rai si è fermato fingendo un guasto al motore, senza smettere però di spruzzare il finto veleno addosso alla gente, in particolare un gruppo di circa quindici-venti persone che in quel momento stava giocando a carte. È qui che le reazioni di alcuni clienti sono state particolarmente accese: c'è chi si è buttato sotto il furgone per non farlo ripartire e chi ha iniziato a chiamare i vigili e i carabinieri che peraltro erano stati avvertiti dello scherzo dalla stessa troupe televisiva.

Ma gli animi si sono ulteriormente scaldati al punto che qualcuno ha anche lanciato una sedia, cosa che ha fatto anticipare la conclusione della gag, con l'alzata dei tipici cartelli stile "Scherzi a parte".  Non tutti hanno iniziato ad applaudire e non tutti hanno allungato la mano quando si è appreso che si trattava di una candid-camera. C'è infatti chi si è addirittura opposto a firmare la delibera e ha preferito tornarsene a casa a smaltire la rabbia. La stragrande maggioranza però è stata allo scherzo e ha chiesto di poter posare con Rodolfo Laganà e Riccardo Corsi per una foto ricordo.

 

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