Il Tirreno

Empoli

Muore con lo scooter mentre va al lavoro

Francesco Turchi
Giancarlo Frigenti
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Giancarlo Frigenti

Il 54enne di Montelupo ha perso il controllo del mezzo e ha sbattuto con violenza sull'asfalto

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 MONTELUPO. È uscito dalla sua casa di via Citerna ed è salito in sella al suo scooter per andare a lavorare al mercato ortofrutticolo di Novoli. Ma dopo pochi chilometri, mentre stava percorrendo la via Chiantigiana, tra Montelupo e Ginestra, ha perso il controllo del mezzo: ha sbattuto violentemente sull'asfalto ed è morto sul colpo. La vittima è Giancarlo Frigenti, 54 anni, di Montelupo.  L'incidente mortale è avvenuto intorno alle 2.30 nel territorio comunale di Lastra a Signa, a poche decine metri dal palazzetto dello sport di Montelupo. A dare l'allarme è stato un automobilista che stava transitando sulla Chaintigiana e ha visto lo scooterista disteso sull'asfalto privo di sensi in una pozza di sangue, ad alcuni metri di distanza dal mezzo. Ha chiamato il 118. Sul posto è arrivata un'ambulanza della Misericordia di Empoli, ma il medico a bordo non ha potuto fare altro che constatare il decesso dell'uomo: fatali per l'uomo, che si stava recando a lavoro a Novoli, le lesioni riportate nell'impatto violentissimo con l'asfalto. Subito dopo sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Signa che hanno effettuato i rilievi, per cercare di capire la dinamica della caduta che è costata la vita al 54enne.  Secondo una prima ricostruzione si tratterebbe di una tragica fatalità: Giancarlo Frigenti avrebbe fatto tutto da solo e non ci sarebbero altri veicoli coinvolti. Tuttavia non è esclusa l'ipotesi che la caduta sia stata causata da un malore. Il corpo è stato quindi trasferito all'istituto di medicina legale a Firenze, dove sarà effettuato un esame necroscopico che contribuirà a fare luce sulla causa dell'incidente. Frigenti viveva con la moglie Patrizia in via Citerna a Montelupo e aveva due figli: Mirko di trent'anni e Matteo di 26. La notizia della morte di Giancarlo si è sparsa rapidamente a Montelupo, dove l'uomo, nativo di Cavriglia (in provincia di Arezzo), viveva da tempo ed era molto conosciuto. Tanti i messaggi di cordoglio arrivati alla famiglia, che ora attende la restituzione della salma per fissare il funerale.

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