Il Tirreno

Empoli

Tra questi firmatari ci sono anche alcuni del Circondario, chiedono stipendi equi senza privilegi

Costi della politica, lettera a Bersani di 19 sindaci

Anche Rossana Mori e Dario Parrini hanno firmato la lettera a Bersani
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Anche Rossana Mori e Dario Parrini hanno firmato la lettera a Bersani

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 EMPOLI. Se il Pd non farà sul serio ad affrontare la questione dei costi della politica sono pronti a raccogliere firme per una legge d'iniziativa popolare. Firmato 19 sindaci della provincia di Firenze (tre del circondario dell'Empolese Valdelsa), che hanno inviato una lettera a Pierluigi Bersani. «Abbiamo letto le tue prese di posizione, le idee del Pd sugli assetti istituzionali e ti chiediamo, ora e subito, un'azione forte e netta in questa direzione». Ma se il Pd non si dovesse muovere, raccoglieranno le firme per una «una legge di iniziativa popolare che vada nelle direzione stipendi equi senza privilegi». Questa la sostanza della lettera che 19 sindaci, tra cui Dario Parrini (Vinci), Giovanni Occhipinti (Castelfiorentino) e Rossana Mori (Montelupo), tutti di centri medi o piccoli della provincia fiorentina e tutti del Pd tranne un indipendente, indirizzano al segretario nazionale Pier Luigi Bersani. Dopo la responsabilità che il Pd ha dimostrato nel far approvare in tempi rapidi la manovra finanziaria, i sindaci chiedono quindi al segretario «altrettanta responsabilità» «nell'osare proposte per dare efficienza al nostro sistema, assumere tutti comportamenti di sobrietà che diano il senso di un partito sensibile e diverso, non attaccato alle poltrone, nè casta nè nomenclatura».  Nel documento i sindaci partono dal denunciare la manovra del governo perchè «i provvedimenti approvati colpiscono per la loro iniquità perchè si ritorcono al solito su chi ha di meno; al contrario niente di immediato e concreto è fissato per tagliare i costi della politica, delle istituzioni, i privilegi ed i benefit di cui godono i parlamentari». Scrivono perchè, da «amministratori che più di tutti stanno a contatto con i cittadini», sentono che «dai cittadini cresce e monta una rabbia contro questa indisponibilità al sacrificio comune, quel sacrificio che è chiesto al paese ma al quale la classe politica non sembra disposta a partecipare». Una rabbia, scrivono, «che è senza distinzioni di parte e non assolve nessuno». Poi, in chiusura di lettera, una dura e ferma presa di posizione: «Se il partito per primo non si muoverà saremo noi - gli amministratori, gli iscritti, i simpatizzanti, i cittadini - a promuovere la raccolta di firme per proporre una legge di iniziativa popolare che vada nelle direzione "stipendi equi senza privilegi"».

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