Il presidio
Castelfiorentino rende omaggio alla patrona
Cardini presenta la prima monografia su Santa Verdiana
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Lo storico Franco Cardini domani sarà nel santuario di Santa Verdiana 2 MINUTI DI LETTURA
CASTELFIORENTINO. Un omaggio a tutto tondo alla figura di Verdiana in occasione del suo giubileo, ma anche all'intera comunità di Castelfiorentino, che verso il suo santo patrono ha sempre manifestato un sentimento di sincera devozione. E' con questo spirito che domani sera (ore 21,15) nel Santuario di Santa Verdiana lo storico Franco Cardini presenterà il volume "Verdiana da Castelfiorentino. Contesto storico, tradizione agiografica e iconografia" (Sismel - 2011), prima monografia realizzata con rigore scientifico sulla santa, la cui vicenda spirituale e umana si estese anche al di fuori della sua terra natia. Promossa e seguita in ogni fase da Don Marco Viola (proposto di Santa Verdiana), la pubblicazione è il risultato delle ricerche condotte da quattro studiosi: Anna Benvenuti (Università di Firenze), Antonella Degl'Innocenti (Università di Trento), Raffaele Argenziano (Università di Siena) ed infine da Silvia Nocentini (Società Internazionale per lo Studio del Medioevo Latino) che è anche curatrice del volume, patrocinato dalla Banca di Credito Cooperativo di Cambiano. Nella prima parte, viene ricomposto il mosaico storico relativo a Santa Verdiana attraverso tre temi: la storia del culto, la tradizione agiografica e l'iconografia. Nella seconda sono invece pubblicate le fonti, fra cui una raccolta in gran parte inedita di 63 tavole iconografiche e 5 biografie della Santa in edizione critica, tra latino e volgare. «La sua versatilità - sottolinea Don Marco Viola - facilitò la diffusione del culto al di fuori di Castelfiorentino, a partire dalla via Francigena, nelle tappe di San Gimignano, Castelnuovo d'Elsa, San Vivaldo. E' stata però l'accoglienza di Firenze a tramandare il modello di perfezione presente in tutte le vite di Verdiana. Firenze è infatti il centro di raccolta della memoria agiografica della santa, inserita nel santorale della cattedrale già a metà del XIV secolo».
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