Gambassi aumenta l'addizionale Irpef ma non ai più poveri
◗
Il palazzo comunale di Gambassi Terme 3 MINUTI DI LETTURA
GAMBASSI. Come Empoli, anche Gambassi aumenta l'addizionale Irpef dallo 0,3 allo 0,4%. Una misura consentita dal federalismo municipale varato a livello nazionale ma soprattutto inevitabile per fare tornare i conti di un bilancio falcidiato dal taglio dei trasferimenti statali e dalla crisi dell'edilizia che ha fatto crollare da 800mila a 160mila gli oneri di urbanizzazione entrati nelle casse comunali nei primi mesi del 2011. La giunta, nel contempo, ha approvato un regolamento che, a differenza dello scorso anno, esenterà dal pagamento dell'addizionale tutti i contribuenti con un reddito imponibile di qualsiasi tipo inferiore a 7500 euro. Questa esenzione riguarderà 185 contribuenti gambassini, pari al 6% circa della popolazione con reddito molto basso. Per un ulteriore 75% dei contribuenti il contributo richiesto sarà inferiore a 2 euro al mese: questo consentirà di destinare maggiori risorse alle spese di carattere sociale, a cominciare dal servizio di asilo nido (che quest'anno ha visto aumentare le iscrizioni di dieci bambini) e a recuperare soldi per la manutenzione del patrimonio pubblico. Accanto a ciò saranno rafforzate le misure di contrasto all'evasione fiscale e di rigore nella concessione dei contributi e sovvenzioni pubbliche adottate negli ultimi anni. «Il nostro Comune - sottolinea il sindaco Federico Campatelli - è stato il primo nel circondario ad escludere, per esempio, dalle agevolazioni sui servizi scolastici i proprietari di auto o moto di grossa cilindrata, così come per primi abbiamo introdotto già da due anni nuove forme di assistenza che consistono nell'offerta ai bisognosi di ore di lavoro retribuite attraverso i voucher anziché nell'erogazione di contributi economici diretti; da quest'anno adotteremo anche un nuovo metodo di rimborso delle spese mediche alle famiglie a basso reddito, introducendo nuovi controlli per evitare i casi di abuso che si sono verificati negli anni precedenti». Le scelte della giunta di Gambassi prendono le mosse dalla situazione di difficoltà in cui versano i bilanci comunali per il taglio di risorse effettuato dal governo nazionale da due anni a questa parte unitamente al ritardo nell'attuazione delle norme sul federalismo fiscale che hanno ridotto molto la possibilità degli enti locali di garantire ai cittadini il livello dei servizi dei quali usufruiscono e gli interventi che in questo momento di crisi sono importanti per sostenere le famiglie in difficoltà. «Il Comune di Gambassi - rivendica Campatelli - è riuscito in questi anni a far fronte alle difficoltà grazie a una politica di bilancio molto rigorosa e attenta al contenimento delle spese, e impegnandosi nel recupero dell'evasione delle imposte comunali. Questo ha portato a ridurre le spese correnti di oltre il 6% rispetto al 2010 pur senza incidere sul livello dei servizi essenziali e a contenere le tariffe dei servizi scolastici ben al di sotto della media regionale. Oltre a ciò, la decisione di non accendere nuovi mutui ha evitato negli anni l'aumento delle spese per il pagamento delle rate e ha consentito di ridurre progressivamente l'indebitamento, praticamente dimezzato dal 2004 a oggi. Ma tutto questo oggi non basta più».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
