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Partito democratico, maxi-confronto sul lavoro
Stasera dibattito a Sovigliana e nel pomeriggio a Montelupo c'è Pietro Ichino
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VINCI. Questa sera alle 21,30 alla casa del popolo di Sovigliana si terrà la conferenza territoriale sul lavoro del Partito democratico Empolese Valdelsa. Si tratta di un incontro preparatorio rivolto ad iscritti e simpatizzanti, aperto al dialogo e al confronto con le parti sociali che sul nostro territorio rappresentano il mondo del lavoro. Sarà ospite della serata la consigliera regionale Caterina Bini, presidente della commissione attività produttive. Sempre oggi alle 18 al circolo di Torre a Montelupo Fiorentino un altro importante appuntamento con l'onorevole Pietro Ichino, che verrà intervistato sulle proposte di legge del Pd in materia di lavoro dal direttore di Europa Stefano Menichini. I due incontri si inseriscono in una serie di iniziative che il Pd territoriale ha promosso in vista della conferenza nazionale sul lavoro del 17 e 18 giugno a Genova. «Si tratta di due iniziative importanti sul tema del lavoro. La conferenza del lavoro territoriale sarà anche il momento di avvio di un forum permanente dei lavoratori dell'Empolese Valdelsa - spiega Brenda Barnini, segretario Pd Empolese Valdelsa - Il nostro partito vuole fare proposte concrete e anche approcciare in modo innovativo il lavoro: il grande problema del nostro tempo sono i quattro milioni di precari italiani, la stragrande maggioranza giovani che vivono in una condizione di totale incertezza». «Se vogliamo cambiare l'Italia dobbiamo prima di tutto costruire riforme del mercato del lavoro che rendano meno conveniente - spiega Barnini - il lavoro precario, in cui le parole stage, apprendistato, formazione, contratto a progetto, abbiano una reale dimensione transitoria e limitata nei numeri e non, come succede adesso, servano a nascondere situazioni di sfruttamento a lungo periodo. Domenica e lunedì andremo a votare per i referendum, unico di questi quesiti, quello sul nucleare, è strettamente legato alla questione lavoro: scegliere il nucleare a scapito delle energie rinnovabili ad esempio vuol dire scambiare 150mila posti di lavoro stimati nel settore dell'energia pulita da crearsi subito con 10mila incerti dell'atomo».
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