Il Tirreno

Empoli

Corsi per operai e artigiani uno su dieci trova lavoro prima di finire le lezioni

La sede dell’Agenzia per lo sviluppo in via delle Fiascaie
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La sede dell’Agenzia per lo sviluppo in via delle Fiascaie

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 EMPOLI. Se la celebre Contessa di Pietrangeli desse un'occhiata alla situazione lavorativa attuale, si renderebbe certo conto che oggigiorno l'operaio si accontenta di vedere il figlio occupato e non per forza dottore. Dice questo il boom di iscrizioni ai corsi di formazione organizzati dall'Agenzia per lo sviluppo. Modellisti, fornai, magazzinieri, saldatori, giardinieri, impiegati: mestieri dimenticati per molto, ma adesso tornati ad attrarre giovani e meno giovani.  Il bilancio della prima tranche di corsi formativi organizzati dall'ente di via delle Fiascaie parla di quasi 700 iscritti ai sette progetti che si concluderanno tra agosto e settembre prossimi. Un dato enorme, che cozza con quanto indicato dalle varie indagini di settore e cioè che i lavori manuali non li vuole fare più nessuno.  Tutt'altro e l'ampia operazione di selezione per arrivare a coprire i settanta posti disponibili ne è una prova. Per il percorso per fornai e pasticceri si erano presentati in 106, in 48 per diventare modellista, in 118 per lavorare come magazziniere. E ancora, 88 aspiravano a diventare saldatore, ben 216 impiegati e amministratori e 100 giardinieri. Questo successo, oltre a disegnare una situazione di pesante difficoltà per le famiglie, premia l'iniziativa dell'Asev e di Cna. Sì, perché con questi corsi non ci si limita a imparare un mestiere, ma spesso e volentieri si ottiene anche un contratto da un'azienda del territorio. Dei 70 partecipanti ai corsi, infatti, 7 hanno già ottenuto un posto di lavoro: 4 come fornai e pasticceri e 3 come amministratori. Ma le prospettive sono buone anche per tutti gli altri.  «Siamo molto contenti di questi dati - spiegano Luigi Tafi della Cna di zona e Marco Bianchini dell'agenzia formativa "Ambiente impresa" - perché indicano che abbiamo lavorato bene. La formula dei corsi brevi (le ore di formazione vanno da 450 a 600 ore ndc) e il ricorso a stage in aziende che hanno bisogno di manodopera è quella giusta. Gli ambiti formativi proposti sono calibrati sulla base delle reali esigenze delle imprese del territorio. In questo modo si acquisiscono competenze ed è più facile trovare lavoro».  Cosa di cui c'è un estremo bisogno anche nell'Empolese Valdelsa, dove i dati sulla disoccupazione giovanile sono in linea con quelli nazionali, cioè il 30%. «Di tutti i partecipanti ai progetti di formazione che svolgiamo come Agenzia per lo sviluppo - dice il direttore, Tiziano Cini - circa il 65%, a sei mesi dalla fine del corso, ha un contratto. Ma non c'è solo questo a testimoniare la riuscita di queste attività. Riguardo ai corsi è interessante veder come non siano solo abitanti dei comuni del circondario a frequentarli, ma anche persone provenienti da altre zone e anche molti stranieri, segno che il nostro territorio continua ad essere attrattivo».

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