La rivolta dei negozianti «Noi, prigionieri dei ladri vogliamo più controlli»
Francesco Turchi
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EMPOLI. «Adesso basta. Siamo esasperati. Siamo in balìa dei ladri: lavoriamo per loro». Un grido d'aiuto lanciato in coro da un quartiere intero, dopo l'ennesimo furto ai danni di un'attività commerciale. Stavolta nel mirino dei malviventi c'è finita la Libreria Leonardo, visitata per la seconda volta in venti giorni. Ma i furti sono già almeno una decina. Che tocchi al bar o al negozio, le modalità sono sempre le stesse. Spaccano la porta d'ingresso e scatta l'allarme. Ma nel frattempo, in pochi minuti, i ladruncoli di turno, portano via quel che capita: fondi cassa principalmente, ma anche elettrodomestici o accessori.
Bottini da poche centinaia di euro, a cui però vanno aggiunti i danni agli infissi. Che sommati danno quel senso di impotenza a cui i commercianti ormai sono abituati. Ma non rassegnati. Via Segantini, quartiere Santa Maria. L'ennesima scorribanda dei ladri è stata anche filmata dalle telecamere della videosorveglianza della tabaccheria libreria Leonardo: «Erano le 3.20 della scorsa notte - racconta la titolare Daniela Sguerri - quando mi hanno avvertito dalla Lince che c'era stato un furto all'interno del negozio. Erano in due, come si vede dalle riprese della telecamera. Conoscevano già la strada, evidentemente sono i soliti dell'altra volta. Hanno forzato nuovamente la porta, si sono diretti alla cassa e l'hanno svuotata.
C'erano poche centinaia di euro. Poi se ne sono andati. Mentre la volta scorsa avevano preso anche le sigarette e altre cose». La rabbia è tanta. È la rabbia di chi si sente indifeso di fronte a quella che viene definita piccola delinquenza, ma che finisce per togliere la tranquillità e l'entusiasmo per il lavoro alle persone: «Ormai stiamo qui dalla mattina alla sera per questi soggetti, che agiscono indisturbati. Consegnerò anche questo filmato alle forze dell'ordine, con l'auspicio che possa servire all'individuazione dei responabili. Spero che polizia e carabinieri intensifichino i controlli, perché così non possiamo andare avanti». La zona è tranquilla e questo finisce per essere un punto a favore per i ladri, che possono agira indisturbati.
La sera non ci sono locali aperti o iniziative sociali, anche se qualche segnale di movimenti poco raccomandabili ci sono: «Spesso - sottolinea Giorgio Giorgi dell'edicola Leonardo - vicino ai cassonetti dei rifiuti abbiamo trovato delle siringhe. I furti? Almeno per ora hanno graziato la mia attività. Ma si verificano di continuo. La gente è stanca». A pochi passi c'è il parrucchiere Nico, che non è sfuggito a quella che sembra essere diventata la legge di via Segantini. Che conoscono bene anche sul lato opposto della strada, nel negozio di accessori, ricambi e riparazioni di elettrodomestici Cate: «Noi abbiamo subito un furto all'inizio di maggio - racconta Silvia Buonamici - hanno rubato un televisore, un computer portatile, due telefoni, due trapani e il fondo cassa». E non è la prima volta, come spiega il padre Graziano: «Un film già visto un anno fa, quando l'allarme non scattò, perché la batteria era scarica e quindi i ladri agirono con più calma. L'abbiamo aggiustato, ma non è bastato».
Stessa sorte per lo Strano Bar, ripulito poche settimane fa per la quarta volta: «Il primo episodio - racconta Roberto Orsi - risale ad alcuni anni fa. Poi mettemmo le macchinette videopoker, che erano una calamita per i malviventi: dopo due furti a distanza ravvicinata decidemmo di toglierle. Ma ora sono tornati. Stavolta hanno forzato la porta principale, mentre in altre occasioni erano passati dal retro. Sono venuti dentro e hanno preso quel che c'era, ripulendo la cassa. Hanno rubato anche un distributore di palline. L'hanno svuotato e abbandonato nei giardini qui vicini. Ce l'hanno riconsegnato i carabinieri. Il problema è che queste persone, anche se le prendono, poi tornano subito in libertà. È disarmante». Un concetto pienamente condiviso anche dal Lido Bagnoli dell'omonimo negozio di abbigliamento che gestisce insieme alla moglie: «Capisco cosa provano questi commercianti, perché anche noi anni fa trovammo il negozio completamente svuotato. Servirebbero maggiori controlli e più severità nei confronti di questi malviventi».
Bottini da poche centinaia di euro, a cui però vanno aggiunti i danni agli infissi. Che sommati danno quel senso di impotenza a cui i commercianti ormai sono abituati. Ma non rassegnati. Via Segantini, quartiere Santa Maria. L'ennesima scorribanda dei ladri è stata anche filmata dalle telecamere della videosorveglianza della tabaccheria libreria Leonardo: «Erano le 3.20 della scorsa notte - racconta la titolare Daniela Sguerri - quando mi hanno avvertito dalla Lince che c'era stato un furto all'interno del negozio. Erano in due, come si vede dalle riprese della telecamera. Conoscevano già la strada, evidentemente sono i soliti dell'altra volta. Hanno forzato nuovamente la porta, si sono diretti alla cassa e l'hanno svuotata.
C'erano poche centinaia di euro. Poi se ne sono andati. Mentre la volta scorsa avevano preso anche le sigarette e altre cose». La rabbia è tanta. È la rabbia di chi si sente indifeso di fronte a quella che viene definita piccola delinquenza, ma che finisce per togliere la tranquillità e l'entusiasmo per il lavoro alle persone: «Ormai stiamo qui dalla mattina alla sera per questi soggetti, che agiscono indisturbati. Consegnerò anche questo filmato alle forze dell'ordine, con l'auspicio che possa servire all'individuazione dei responabili. Spero che polizia e carabinieri intensifichino i controlli, perché così non possiamo andare avanti». La zona è tranquilla e questo finisce per essere un punto a favore per i ladri, che possono agira indisturbati.
La sera non ci sono locali aperti o iniziative sociali, anche se qualche segnale di movimenti poco raccomandabili ci sono: «Spesso - sottolinea Giorgio Giorgi dell'edicola Leonardo - vicino ai cassonetti dei rifiuti abbiamo trovato delle siringhe. I furti? Almeno per ora hanno graziato la mia attività. Ma si verificano di continuo. La gente è stanca». A pochi passi c'è il parrucchiere Nico, che non è sfuggito a quella che sembra essere diventata la legge di via Segantini. Che conoscono bene anche sul lato opposto della strada, nel negozio di accessori, ricambi e riparazioni di elettrodomestici Cate: «Noi abbiamo subito un furto all'inizio di maggio - racconta Silvia Buonamici - hanno rubato un televisore, un computer portatile, due telefoni, due trapani e il fondo cassa». E non è la prima volta, come spiega il padre Graziano: «Un film già visto un anno fa, quando l'allarme non scattò, perché la batteria era scarica e quindi i ladri agirono con più calma. L'abbiamo aggiustato, ma non è bastato».
Stessa sorte per lo Strano Bar, ripulito poche settimane fa per la quarta volta: «Il primo episodio - racconta Roberto Orsi - risale ad alcuni anni fa. Poi mettemmo le macchinette videopoker, che erano una calamita per i malviventi: dopo due furti a distanza ravvicinata decidemmo di toglierle. Ma ora sono tornati. Stavolta hanno forzato la porta principale, mentre in altre occasioni erano passati dal retro. Sono venuti dentro e hanno preso quel che c'era, ripulendo la cassa. Hanno rubato anche un distributore di palline. L'hanno svuotato e abbandonato nei giardini qui vicini. Ce l'hanno riconsegnato i carabinieri. Il problema è che queste persone, anche se le prendono, poi tornano subito in libertà. È disarmante». Un concetto pienamente condiviso anche dal Lido Bagnoli dell'omonimo negozio di abbigliamento che gestisce insieme alla moglie: «Capisco cosa provano questi commercianti, perché anche noi anni fa trovammo il negozio completamente svuotato. Servirebbero maggiori controlli e più severità nei confronti di questi malviventi».
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