Il Tirreno

Empoli

Un mix di competizione passione ed emozione ecco il cencio di Nardoni

Luciano Gianfranceschi
Piazza Vittorio Veneto gremita per la presentazione del drappo
◗
Piazza Vittorio Veneto gremita per la presentazione del drappo

2 MINUTI DI LETTURA





 FUCECCHIO. Una piazza Vittorio Veneto gremita ha fatto da cornice alla presentazione dell'oggetto del desiderio delle dodici contrade fucecchiesi. Erano le 22.40 quando il cencio dipinto da Sergio Nardoni ha fatto il suo ingresso dalla scalinata della Fattoria Corsini, ha attraversato la piazza fino a raggiungere la Collegiata.  E, come spesso avviene quando si parla di Palio, non è mancata la scaramanzia: al passaggio del cencio, i contradaioli si toglievano il foulard dal collo e cercavano di sfiorare il dipinto, perché secondo la credenza popolare, la contrada che avrà più "contatti" avrà dalla sua la buona sorte nella corsa di domenica in Buca.  «La passione, l'emozione, la competizione. Sono questi tre elementi che ho voluto mettere nel "Palio" che contraddistingue delle contrade 2011 - ha dichiarato al Tirreno il pittore Sergio Nardoni, autore ufficiale del "cencio" -. E aggiunge: «Cosicché per primo ho rappresentato la motivazione degli abitanti e degli appassionati. Poi viene la gioventù, perché il palio è forza, libertà, entusiasmo, un motore di buon auspicio per il futuro. E per terzo i cavalli, simbolo della conquista ma anche di libertà, corsa sfrenata oppure verso un traguardo. La cosiddetta "carriera" è quella che conta, che lascia il segno». Fa una pausa, e continua: «Essendo anche l'anno del 150º dell'unità d'Italia, non poteva mancare un simbolico ma importante emblema all'interno del dipinto, io sono un figurativo, gli elementi non stanno fermi».  Nel corso della serata è stato anche sorteggiato l'ordine della sfilata di domenica (ore 9.30). Ad aprirla sarà come da tradizione, la contrada campione in carica, San Pierino. Poi nell'ordine Massarella, Botteghe, Querciola, Ferruzza, Porta Raimonda, Cappiano, Sant'Andrea, Porta Bernarda, Samo, Borgonovo e Torre.  Intanto da San Miniato, il vicario vescovile Idilio Lazzeri, già arciprete della Collegiata, ieri ha mandato un cordiale saluto al popolo del Palio: «L'ho visto nascere e crescere per iniziativa dei Fratres donatori di sangue, ho seguìto in piazza Vittorio Veneto durante gli anni i piccoli contradaioli diventare adulti. Il mio pensiero va a tutti, in questi giorni di grande aggregazione».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera