Il Tirreno

Empoli

Assegno di mobilità anche ai precari

Marco Pagli
A caccia di lavoro a un centro per l’impiego
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A caccia di lavoro a un centro per l’impiego

Assunti a termine, apprendisti, interinali: come fare. Esclusi i collaboratori

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 EMPOLI. Precario e per di più licenziato? Fino a qualche tempo fa non rimaneva che tanta rabbia e la consapevolezza di non poterci fare niente. Dal primo maggio scorso, grazie a un'intesa tra Regione e parti sociali, la possibilità di vedersi riconosciuto un minimo di sussidio c'è. Si tratta della mobilità in deroga concessa a lavoratori con contratto a tempo determinato che siano stati licenziati o il cui contratto è scaduto. Sarà la Regione stessa a caricarsi dei contributi, grazie ad un aumento delle risorse per gli ammortizzatori sociali che sono aumetate del 10% rispetto all'anno scorso.  La norma prevede quattro mesi di stipendio all'80% dell'ultima busta paga percepita (che possono essere estesi a 12 mesi nel caso in cui il lavoratore maturi i requisiti per la pensione entro l'anno successivo) fino ad un massimo di 640 euro: non certo la soluzione dei problemi per chi giorno dopo giorno è costretto a districarsi nelle maglie della flessibilità, ma almeno il primo passo verso il riconoscimento non solo di fatto di una condizione di invisibilità permanente.  Una condizione che non riguarda una parte marginale della popolazione, ma migliaia e migliaia di lavoratori, prevalentemente giovani. Basta dare un'occhiata ai numeri per rendersi conto della gravità della situazione su cui il provvedimento intende intervenire. Secondo i dati forniti dai centri per l'impiego di Empoli e Castelfiorentino, infatti, nel 2010 più di tre avviamenti su quattro sono avvenuti con contratti precari: ben 21.685 contro 6.189 a tempo indeterminato su un totale di poco più di 32mila nuovi avviamenti al lavoro. E il trend è in crescita visto che nel 2009 i contratti atipici erano stati il 10% meno, 19.817 contro i 6.085 a tempo indeterminato.  Ma questo non è tutto, visto che quelli considerati sopra sono solo coloro che sono inquadrati nelle tipologie prese in carico dall'accordo regionale: cioè gli apprendisti, i dipendenti a tempo determinato e gli assunti con contratti di somministrazione. Ma il mare magnum della precarietà comprende anche figure se possibile ancora meno garantite, che non potranno beneficiare della mobilità in deroga. Si tratta dei lavoratori con contratti di collaborazione o a progetto (i cosiddetti co.co.co e co.co.pro) e i lavoratori occasionali. Di contratti di questo tipo nel 2010 ne sono stati avviati nel circondario ben 5.066, quasi l'80% in più rispetto a quelli del 2009, quando erano stati 2.820. Per loro la prospettiva di una ammortizzatore sociale, che non sia l'assegno di disoccupazione ordinaria, non esiste.  A questi vanno, poi, aggiunti i tirocinanti che rappresentano una fattispecie a parte. Di questi ne sono stati assunti 538 nel 2009 e 745 nel 2010. Per loro si dovrebbe sbloccare qualcosa a giugno: se passerà la legge regionale in discussione potrebbero arrivare a percepire intorno ai 400 euro di cui 200 a carico dell'ente e 200 a carico dell'imprenditore.

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