Furono quattro le cerchie murarie a difesa di Empoli
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Il torrione di Santa Brigida della cerchia del Quattrocento 3 MINUTI DI LETTURA
EMPOLI. Che il Bullettino Storico Empolese fosse uno dei punti di riferimento dell'area del Medio Valdarno, e non solo, per la cultura e la ricerca storica, era risaputo, anche perché un periodico non dura 54 anni se non ha alle spalle passione, competenze, rigore e serietà scientifica ai massimi livelli, apertura verso le novità. Tuttavia l'ultimo numero, appena presentato e in distribuzione, appare particolarmente ricco di contributi piuttosto interessanti, alcuni ispirati da straordinarie novità. Uno di questi saggi, dal titolo "Nuovi studi sulle mura di Empoli", firmato da Walter Maiuri e da Marco Frati, ridisegna nientemeno che i tracciati delle cerchie murarie empolesi. Con una ghiotta novità: Empoli, secondo l'ipotesi dell'architetto Frati, ha avuto quattro cerchie murarie, e non tre, come finora sembrava acquisito, ricostruzione ipotetica accettata di buon grado da tutti gli studiosi cimentatisi nell'ardua indagine. Stavolta la ricerca si avvale di competenze specialistiche afferenti ad aree contigue ma diverse, l'archeologia e la storia dell'architettura. «Il nostro modo di concepire la ricerca è basato sull'interdisciplinarietà - ha affermato Maiuri durante la presentazione del volume - e trova il suo punto di forza proprio nell'affrontare le tematiche della ricostruzione storica da varie prospettive, incrociando le informazioni che provengono dai documenti d'archivio con le informazioni che scaturiscono dallo scavo archeologico». I primi risultati dello scavo risalente al 2010, condotto durante la realizzazione della nuova pavimentazione di via Ridolfi, sotto la sorveglianza di Walter Maiuri, non si sono fatti attendere, e hanno indotto l'architetto Frati a riesaminare alcuni documenti duecenteschi che hanno fornito notevoli sorprese. La cosa certa è che la prima cerchia di mura fu costruita subito dopo l'incastellamento, nel 1119, data segnata dal breve recordationis rogato per sancire l'accordo fra la contessa Emilia, in rappresentanza dei conti Guidi signori di Empoli, e il pievano Rolando, titolare della pieve di Sant'Andrea. Nel 1255, anno di vendita a Firenze da parte dei Guidi, Empoli è menzionata come "castellare", vecchia fortezza ormai superata dall'espansione cittadina, racchiudente le attuali via Del Papa, del Gelsomino, la piazza Farinata degli Uberti e metà dell'isolato del palazzo ghibellino. Dopo tale data sarà costruita la seconda cerchia, il castrum vero e proprio, attorno al nucleo guidingo. Una cerchia molto più ampia, anche a causa della forte espansione demografica. Queste strutture però, già deboli, non ressero l'urto dell'alluvione dell'Arno del 1333. Fra il 1336 ed il 1340 poi, fu costruita la terza cerchia di mura, più ampia di quella precedente, con l'affermazione definitiva - sono parole di Frati - del quadrilatero di strade ben noto come "giro d'Empoli" e la conseguente apertura di ben sei porte. Restano di questa cerchia muraria, dotata di fossato esterno, ponti levatoi e coronamento merlato, il possente torrione ottagonale angolare dei Righi a sud est e la torre rompitratta detta "dei Frati" a sud, in prossimità dell'attuale biblioteca. La quarta cerchia, la cui costruzione, databile fra 1466 e 1488, fu generata dalla necessità di aggiornare le difese in relazione allo sviluppo delle artiglierie da fuoco, e della quale restano visibili e ben conservati molti tratti, un bastione e diversi torrioni, si inquadra nel fenomeno dell'architettura militare quattrocentesca. «La concordanza - conclude Frati - delle caratteristiche progettuali ed esecutive delle fortezze progettate dai Da Sangallo mostra una certa unità di cantiere fra le mura di Empoli, Firenzuola e Poggio Imperiale (Poggibonsi)». Paolo Santini CONFRONTO SERRATO Ipotesi suggestive dell'archeologia «Il confronto serrato fra dati documentari e archeologici - ha detto l'architetto Frati - ha portato al riesame delle ipotesi riguardanti la successione delle cerchie murarie. Le tre strutture trasversali rintracciate nello scavo di Via Ridolfi possono essere interpretate cautelativamente come pertinenti alle ultime tre cerchie murarie, tutte realizzate in laterizio. Assai prezioso è il ritrovamento del passaggio della seconda cerchia attraverso i giardini fra via Chiara e via delle Murina; ciò dimostrerebbe l'esistenza di una via periurbana interna alle mura». In ogni caso, rimangono in sospeso molti dubbi, e la ricerca dovrà proseguire per accertare definitivamente l'allineamento dei tracciati murari.
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