Black out totale dalle 9 alle 16 in via Mercatale e dintorni
L'Enel stacca l'elettricità per 7 ore in pieno giorno nella zona industriale
Luciano Menconi
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Franco Nigi, direttore del pastificio Picchiotti 2 MINUTI DI LETTURA
VINCI. Un black out di sette ore, in pieno giorno, nella zona industriale. Non per una calamità improvvisa ma per un intervento programmato. Un'interruzione improcrastinabile, si giustifica l'Enel, indispensabile per potenziare la linea elettrica che serve l'intera area produttiva interessata dai lavori. Ma a diverse aziende questa interruzione costerà cara. È il caso del Pastificio Picchiotti, impresa con 12 dipendenti che vende pasta fresca in mezza Europa. «Dovremo bloccare la produzione - protesta Franco Nigi, responsabile dello stabilimento di via Mercatale - e pagare le penali ai clienti perché non potremo rispettare le consegne. Una cosa incredibile, uno schiaffo a chi lavora. È la seconda volta in 15 giorni. Ci staccano la corrente dalle 9 alle 16 e ce lo dicono solo il giorno prima, con dei volantini. L'altra volta abbiamo protestato con l'Enel e ci hanno risposto di essere a posto in quanto l'interruzione era stata comunicata 48 ore prima. Ora un nuovo stop. Ci chiediamo: non potrebbero certi interventi farli di notte o nel weekend?» Nella stessa situazione la Torrefazione Leonardo, che ha 7 dipendenti e serve tutta la provincia. «Ci avvertono solo il giorno prima - si sfoga il titolare Marco Mazzanti - fossimo stati informati prima e meglio avremmo potuto organizzarci. Così invece ci costringono a mettere in ferie un po' di dipendenti. Terremo aperti solo per il servizio ai clienti ma non possiamo lavorare». Musica identica allo scatolificio Rinascente: «Dovremo bloccare tutto, senza computer e telefoni tutto il giorno è inutile venire a lavorare». L'Enel, dal canto suo, oltre a rimarcare «che la clientela è stata preventivamente avvisata attraverso volantinaggio e avvisi», spiega che l'operazione di oggi è necessaria per evitare in futuro eventuali guasti che comporterebbero interruzioni di ben più lunga durata. Nel caso specifico i lavori sono stati sollecitati da Publiambiente che, per creare un nuovo polo produttivo, ha richiesto lo spostamento degli impianti di bassa e media tensione, a cui sono collegate le linee che servono l'area.
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