Il presidio
«Il miglior manager italiano nell'industria dei cavalli»
Il ricordo di chi lo conosceva bene: era un grande professionista e una persona squisita
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EMPOLI. Viveva a Empoli ma il suo lavoro lo aveva portato ad affermarsi fuori dal Circondario. In tutta Italia, nel mondo dell'ippica, Stefano Meli era conosciuto e stimato come un manager di livello assoluto. A Pisa, in particolare, dove guidava la società che gestisce l'importante ippodromo di San Rossore ha lasciato l'impronta più profonda dal punto di vista professionale. Ed è proprio dalla città della torre pendente che ieri sono arrivati tantissimi messaggi di cordoglio e vicinanza alla famiglia Meli. A tracciarne un ritratto, sia professionale che umano, ieri è stato per primo l'ex assessore al Comune di Pisa Cesare Cava, grande appassionato di ippica, legato a Stefano Meli da una grande amicizia. Cava, lo ricorda così. «Era una persona - dice - di squisita signorilità e di grande competenza manageriale. Certamente il miglior manager in Italia nell'ambito dell'industria dell'ippica. Non a caso era stato nominato presidente di Federippodromi, dopo che aveva portato l'Alfea a modello nazionale e internazionale. Ero legato a lui da un'amicizia fraterna. È una perdita che lascia soli tanti amici. Resta il suo modo originale e vincente di intendere l'ippica come centro di aggregazione delle famiglie e l'idea di uno sport aperto alla città e ai bambini. Occorre, da parte nostra, portare avanti questo messaggio e quella sua capacità di guardare più avanti di tutti. Recentemente aveva acquisito la titolarità della quota per bando pubblico per il know-how a Merano, con l'obiettivo di rilanciare quello storico e prestigioso ippodromo, sulla falsariga di quello di San Rossore giudicato da tutti il miglior ippodromo d'Italia per spettacolo e competenza manageriale, grazie proprio al suo impulso. Insomma, aveva fatto di Pisa un modello unico in Italia e portato ad esempio all'estero».
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