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È partita da piazza Montanelli la campagna choc di sensibilizzazione lanciata dalla Fondazione I Care che farà tappa anche nelle frazioni
«Usiamo Barbie per colpire al cuore i fucecchiesi»
Un pannello con la bambola sulla sedia a rotelle. Calucci: la disabilità è solo una parola
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FUCECCHIO. In piazza Montanelli non ci sono più le auto, ma è arrivata la Barbie. Anzi, quattro: tennista, ballerina, dalla parrucchiera. E sulla sedia a rotelle. Ed ecco che la campagna pubblicitaria diventa "choc". Il fine è nobile: scuotere le coscienze dei fucecchiesi, farli riflettere sulla disabilità, farli andare oltre alla parola. Con lo slogan "Yes I Care". Me ne occupo. In regia c'è la Fondazione I Care. Una fabbrica di idee sulle tematiche ambientali, culturali, della pace e dei diritti civili. Un'organizzazione che ha come compiti la raccolta di fondi e la promozione di progetti e attività nel campo sociale e culturale. La Fondazione I Care è nata 4 anni con un obiettivo nobile e ambizioso: realizzare iniziative ed attività volte al superamento di ogni forma di emarginazione, valorizzando le diversità. La sede di via 1º Settembre è concepita come un'agorà dove si parla di diritti civili, si confrontano le idee, di studiano iniziative. Come quella lanciata direttamente nel cuore della città, in piazza Montanelli, ma che durante l'anno farà tappa anche in altre frazioni fucecchiesi. Protagonista è la Barbie, la bambola più conosciuta e venduta al mondo. Lei, simbolo di bellezza e perfezione. Lei, lontana dai problemi, fisici e psicologici, degli esseri umani. E proprio per questo icona ideale per veicolare un messaggio che deve arrivare al cuore della gente: «È proprio così - sottolinea il presidente della Fondazione, Lorenzo Calucci -. Abbiamo pensato a un simbolo di perfezione». L'hanno messa su una sedia a rotelle, l'hanno stampata su un pannello e l'hanno posizionata in piazza Montanelli. Per farla vedere a tutti. Per far capire che «tutti - recita lo slogan - possiamo diventare disabili, ma ognuno di noi può aiutare», accompagnato dalla frase "Disabili, ma non diversi" e dall'immancabile "Yes I Care". Insieme al pannello choc, ce ne sono altri tre, con la Barbie come siamo abituati a vederla: mentre gioca a tennis, ballerina sulle punte e comodamente seduta mentre un'amica le pettina i capelli. In questi casi le immagini sono accompagnate dalla scritta è "Un giorno della mia vita": «Proprio come per qualunque essere umano - sottolinea Calucci - che conduce una vita "normale" e un giorno si potrebbe ritrovare su una sedia a rotelle. Ecco perché vogliamo sensibilizzare i fucecchiesi, far capire loro che "disabile" è solo una parola». Nei prossimi mesi i pannelli della campagna pubblicitaria lasceranno piazza Montanelli e faranno tappa a San Pierino, Massarella e Ponte a Cappiano. Francesco Turchi ALTRO SERVIZIO A PAG. 23 BALLERINA A sinistra alcuni fucecchiesi osservano Barbie il pannello pubblicitario della Fondazione I Care posizionato in piazza Montanelli. In primo piano c'è la bambola nelle vesti di ballerina sulle punte in... un giorno della sua vita. FOTO-CHOC A destra la foto-clou della campagna lanciata dalla Fondazione con sede in via I settembre a Fucecchio: Barbie è seduta su una sedia a rotelle... per tutti i giorni della sua vita «Tutti noi possiamo essere disabili».
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