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Presa la banda dei furti nei negozi
Luciano Menconi
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Il dirigente Di Domenico illustra loperazione insieme a Di Stefano Con buste imbottite di alluminio aggiravano i sistemi d'allarme
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EMPOLI. Entravano nei negozi sempre in due o tre per volta, davano un'occhiata alla merce esposta negli scaffali e poi se ne andavano senza acquistare nulla. Ma a casa non tornavano mai a mani vuote. Utilizzando una busta imbottita di alluminio, riuscivano a beffare il sistema antitaccheggio e a rubare un po' di tutto. Ieri mattina sono stati arrestati dalla polizia che li teneva d'occhio da diversi giorni. Sono sei persone di nazionalità georgiana, cinque uomini e una donna, tutti in Italia senza regolare permesso di soggiorno, di età compresa tra trentasette e ventidue anni. Abitavano in tre appartamenti del centro storico. In due delle tre case gli uomini della sezione anticrimine guidati dal sostituto commissario Danilo Di Stefano hanno sequestrato telefoni cellulari, macchine fotografiche, personal computer, orologi di marca, articoli di profumeria. La banda nell'arco di un mese avrebbe commesso almeno una decina di furti ai danni perlopiù di negozi del centro storico ma non solo: almeno un colpo lo hanno messo a segno anche all'interno di un supermercato. Per ingannare titolari e commesse dei vari esercizi commerciali che prendevano di mira adoperavano buste molto particolari, ricoperte all'interno da fogli di alluminio, minerale in grado di schermare i dispositivi elettronici che consentono ai sistemi antifurto di dare l'allarme quando si attraversa la cassa senza avere pagato. Così facendo hanno derubato almeno due profumerie del centro di Empoli, due boutique di abbigliamento, un negozio di elettrodomestici e un supermercato. A incastrarli, oltre ai filmati di alcune telecamere piazzate all'interno dei negozi, è stato il lavoro di indagine svolto dalla polizia per quasi un mese con tanto di appostamenti, pedinamenti e perquisizioni. Ieri mattina è scattato il fermo nei confronti delle sei persone sospettate di fare parte della banda. A loro carico sono state formulate varie ipotesi di reato, adesso al vaglio del giudice delle indagini preliminari del tribunale di Firenze, dal concorso in ricettazione e furto, al furto pluriaggravato, fino all'associazione a delinquere. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, inoltre, del gruppo farebbero parte almeno altri tre georgiani, che ieri mattina sono riusciti a far perdere le loro tracce. Uno dei sei era già stato arrestato a Empoli l'anno scorso per resistenza a pubblico ufficiale. Attenderanno tutti nel carcere di Sollicciano l'udienza di convalida del fermo davanti al gip. Sono inoltre in corso da parte della polizia ulteriori indagini per appurare a quale titolo - se cioé con un contratto di subaffitto oppure in nero - avevano la disponibilità dei tre appartamenti in cui abitavano. Essendo loro clandestini e non potendo quindi stipulare contratti regolari, i proprietari degli immobili che li ospitavano potrebbero finire sotto inchiesta.
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