La ripresina c'è ma le aziende temono il prezzo del grezzo
Luciano Gianfranceschi
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Catastini (a sinistra) col sindaco Toni e lassessore Spinelli 3 MINUTI DI LETTURA
FUCECCHIO. Il cuoio torna a marciare. La pelle ha l'aspetto sempre più naturale, oppure con innovazione tecnologica di fili lucenti in trama. Le borse sono mai troppo piccole e raramente troppo grandi, come quelle della giovane stilista Azzurra Gronchi alla conceria Samanta, in vitelli stampati rettile: una tentazione. La ripresina fa crescere il prezzo del pellame grezzo, anche per la speculazione. Ma le firme non si schiodano dal Comprensorio del Cuoio. Tra le aziende presenti a Lineapelle a Bologna, la conceria Zabri di Ponte a Cappiano ha festeggiato 40 anni d'attività. Il fondatore Mario Brillanti svela il segreto dell'azienda: «Stare all'avanguardia nella moda. E credere nel futuro della pelle. In questo sono assecondato dai miei cinque figli, tutti in azienda: Samuele, Consuelo, Sara, Michele e Marco, un full vincente». C'è chi dice che la fiera sia un po' in ritardo perché i campionari della stagione primavera estate prossima sono ormai chiusi. E allora alla conceria Dallas di Ponte a Cappiano, oltre alla collezione c'è una zona riservatissima con le anticipazioni della stagione autunno-inverno 2012-13. Osserva Giovanni Catastini, con il figlio Cristiano: «Le griffe americane fanno programmazione lunga, danno un ultimo colpo d'occhio alle pelli del campionario estivo che hanno già fatto e all'anticipazione dell'invernale». Curzio Squarcini e la figlia Martina, alla conceria Il Ponte, hanno qualche preoccupazione: «Basta che riprenda un po' il lavoro, e aumenta in maniera sproporzionata il costo del pellame grezzo. Dicono che addirittura non ce n'è abbastanza per soddisfare le crescenti richieste di Cina e Corea del Sud». Spariti gli americani, a causa dell'euro, alto sul dollaro. Ma il rinnovato stand Co.Ri.Pel di Mauro Capaccioli era affolato di clienti stranieri. Franco Rinaldi, dell'omonima conceria, aggiunge con esperienza critica: «Più curiosi che acquirenti, segno che l'incertezza continua e la ripresina non è consolidata». Da Nuova Osba Italia ci sono i cinesi di Hong Kong. «Qui trovano un doppio servizio - racconta Maila Famiglietti - il pellame di moda e anche l'esperienza calzaturiera». Infatti la proprietà è la stessa del calzaturificio Harris Shoes 1913. Inconvenienti le pelli non ne danno, anche perché sono testate produttivamente in conceria, ma nel caso tra calzaturieri ci s'intende meglio». Federico Banti è un altro figlio d'arte alla conceria Alba (con il fratello Filippo): mostra pellami per calzature grintose destinate al mercato dei giovani. Il sindaco Toni, che ha visitato le aziende, durante la sosta alla RCM di Ponte a Cappiano ha detto al titolare Paolo Catastini: «Sembra incredibile tanta creatività, in un prodotto come il pellame che altrimenti sarebbe destinato alla discarica». Nei pressi dello stand della conceria Valdarno, il creativo Stefano Sgherri ha rivestito di fiori e piante l'accesso, trasformandola in un giardino naturale e d'arte, come è la lavorazione della pelle al vegetale.
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