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Noi, vittime del Palazzo la variante cancellerà il sogno delle nostre vite
Lucia Aterini
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EMPOLI. Chi racconta di pratiche iniziate 40 anni fa, chi da 20 e chi invece da (solo) 5. Chi spiega di aver sostenuto spese per 150mila euro (tra successione, tecnici e Ici), chi per 100mila, chi per 40mila. Questi erano i numeri che riempivano ieri mattina le stanze del Comune per il consiglio comunale straordinario sull'urbanistica. A spiegare le cifre e soprattutto a testimoniare preoccupazione, ansia e rabbia c'erano oltre 50 proprietari di terreni che con la variante ponte vedono sfumare l'edificabilità dei loro terreni (almeno fino al nuovo regolamento). Fuori dall'aula tante storie raccontate in modo sofferto anche perché molti si sono ritrovati ad andare contro lo stesso sindaco che hanno votato. Lo stesso partito votato da decenni. E questo con la paura di dover rendere tanti, troppi soldi a costruttori con i quali hanno fatto permute: il terreno edificabile in cambio di un appartamento, una casa in cui spesso già abitano. Oppure l'infrangersi del sogno di sistemare i figli, ormai grandi, grazie ai terreni che furono dei padri. «Ho ereditato il terreno da mia nonna - spiega Francesco Magrini - la nostra terra è in un'area tutta urbanizzata e non si capisce come mai non sia stata confermata la possibilità di edificare». «Quello che non riusciamo a comprendere è che, con i requisiti del bando, le abitazioni avrebbero un costo di 6/7mila euro al metro quadrato, lo stesso prezzo che in piazza Signoria a Firenze. Chi le acquisterebbe nella zona sportiva di Empoli?». «Io e mio marito, io precaria con un dottorato di ricerca e mio marito muratore, abitiamo in un appartamento di 60 metri quadrati dopo un accordo fatto con un costruttore sulla permuta del nostro terreno e se anche la lottizzazione andasse in porto dovremo comunque dare soldi all'impresa edile - spiega Katia Fontanelli in rappresentanza della lottizzazione di San Martino - e come me tanti sono nelle stesse condizioni. Questo per spiegare che non siamo latifondisti». «Abbiamo la necessità - spiega ancora - di dar voce al nostro attuale disagio e di essere ascoltati dalla comunità. Noi chiediamo il ritiro della delibera di giunta e l'approvazione del nuovo regolamento urbanistico con le stesse indicazioni contenute in quello vecchio perché non si devono toccare e annullare i diritti acquisiti da decenni». «Ero bambina quando mio padre parlava di questa terra che ho avuto in eredità nel 1993 - spiega Fiorenza Raffaelli in rappresentenza della lottizzazione di via dell'Olivo - ho 2.000 metri. Questo terreno è edificabile dal 1975 e dal 1980 io e mia sorella abbiamo maturato l'idea di utilizzare il terreno per costruire una casa per le nostre figlie. Dopo la morte di nostro padre abbiamo dovuto pagare consistenti tasse di successione. Dal 1996 sono vedova e quindi per poter mantenere la mia famiglia e per poter pagare le spese di questo terreno, ho potuto contare solo sulla pensione di reversibilità di mio marito. Le tasse di successione sono state pari a 135 milioni di lire. Questo terreno che aveva per me un importante valore affettivo, è costato talmente tanti soldi che ad oggi mi chiedo se sarò in grado di potere realizzare l'appartamento per mia figlia. Mi sento strangolata dalle istituzioni perché non sono né una proprietaria terriera, né una speculatrice». «Da sei anni stiamo lavorando a una lottizzazione a Pozzale - spiega Andrea Cantini - abbiamo speso molti soldi e non siamo palazzinari». «A 52 anni ho fatto tutto questo per i miei figli - dice - ho preso un mutuo e ho dato garanzie grazie a questo terreno. Ora con la banca sono passato da disonesto perché non ho più le credenziali di prima». «Ho pagato Ici, successione e taglio dell'erba - continua - ho chiesto al sindaco se almeno queste cifre saranno restituite e mi ha detto di no». «Con la delibera hanno creato un danno - spiega Salvatore Ferlito - e i danni si pagano». Tra loro molti pensano a presentare ricorsi al Tar. Che vanno a sommarsi ad altri che ci sono già. Sempre sulle lottizzazione. La burocrazia vince comunque.
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