Il Tirreno

Empoli

Nell’autunno del 1872

L'Arno straripa forze dell'ordine mobilitate

Riccardo Cardellicchio

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 FUCECCHIO. L'Arno ha sempre dato grattacapi ai paesi attraversati o lambiti. Tra di essi va annoverato Fucecchio. Un esempio. L'autunno del 1872 si presenta piovoso oltre ogni dire. La gente è preoccupata.  Gaspero Bachi, facente funzioni di sindaco, allarga le braccia. Il personale e i mezzi sono quelli che sono. Sicché al Comune non resta che stare a guardare.  Il 14 ottobre la situazione precipita. L'Arno è in piena, sull'orlo di straripare. Entrano in azione i reali carabinieri della stazione locale e il delegato di pubblica sicurezza Antonio Buffoni. Raggiungono le zone più a rischio. Continua a piovere forte. Il che non facilita le operazioni di salvataggio delle persone: gli abitanti a ridosso del fiume. Sono, in particolare, contadini.  I carabinieri e il delegato di pubblica sicurezza si muovono, mettendo a repentaglio la loro incolumità. Lo fanno per giorni, senza un attimo di sosta. Quando l'Arno esonda, riescono a raggiungere le case invase dall'acqua, i cui abitanti sono rimasti, rifugiandosi ai piani superiori: Ma non hanno di che mangiare. E loro glielo portano con le barche. E la notte sorvegliano il fiume, pronti a dare l'allarme e a intervenire, nel caso in cui si rimettesse al peggio.  Una settimana dopo, Fucecchio può tirare un sospiro di sollievo. Non piove più. La gente si rimbocca le maniche, intenzionata a riparare i danni. Non è che attenda aiuti dal Comune, il cui consiglio si riunisce il giorno 24. All'ordine del giorno, il comportamento dei carabinieri e del delegato di pubblica sicurezza. Il consigliere Carlo Chimenti, avvocato, dice: «Propongo al sindaco, alla giunta e ai colleghi del consiglio d'esprimere loro la più profonda gratitudine e di porgere loro i più vivi ringraziamenti per l'egregia opera prestata. Con la raccomandazione che l'atto d'omaggio a loro onore venga reso pubblico, affinché serva di nobile emulazione in pubbliche luttuose circostanze». Tutto qui. Il voto a favore è unanime.

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