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Empoli

Chi dormirà nel circondario dovrà pagare una tassa?

Chi dormirà nel circondario dovrà pagare una tassa?

I Comuni potranno istituirla. Cauti i sindaci, che però avrebbero un tesoretto di 800mila euro

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La tassa di soggiorno potrebbe arrivare presto anche nel circondario. Nell’ultima versione del decreto del federalismo fiscale sul fisco municipale in discussione in commissione bicamerale per il federalismo fiscale, è prevista l’estensione dai capoluoghi di provincia a tutti i Comuni turistici. Dunque, Montaione, Vinci, Certaldo, Gambassi, Montespertoli e così via.

O magari tutti gli undici dell’Empolese-Valdelsa, con la regia unica del Circondario. Un’ipotesi allettante: nel 2010 si sono registrate 800mila presenze nelle strutture ricettive. L’imposta di soggiorno per i Comuni sarà applicata in proporzione al prezzo fino a 5 euro per notte e il relativo gettito potrà essere utilizzato non solo per interventi in materia di turismo, ma anche per manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali, nonché dei relativi servizi pubblici locali.

I Comuni avranno la facoltà di prevedere esenzioni e riduzioni per fasce particolari di turisti e per determinati periodi di tempo. Entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del decreto sarà definita la disciplina di attuazione dell’imposta, ma in mancanza di questo regolamento i Comuni potranno procedere ugualmente. E restando ai numeri relativi alle presenze turistiche presentati proprio pochi giorni fa, i comuni del circondario potrebbero contare su un vero e proprio tesoretto. Anche ipotizzando che la tassa sia fissata in media in un euro a notte, i vari enti si troverebbero a spartirsi circa 800mila euro. Un’idea che, in tempi di bilanci all’osso, non dispiace ai sindaci.

Che però sono molto cauti sull’argomento. A cominciare dal delegato al turismo del Circondario, Paola Rossetti, sindaco di Montaione, realtà che conta circa 250mila presenze all’anno: «È un argomento molto serio e delicato - si limita a dire - e non voglio esprimere giudizi prima di aver letto il documento definitivo ». In una posizione di attesa anche Dario Parrini. Vinci registra 60-70mila presenze ogni anno e l’idea di poter finanziare, per esempio, la manutenzione di giardini e aree pubbliche, non gli dispiacerebbe.

Però «troppe volte questo governo ci ha abituati a discutere di una cosa, presentata in un certo modo, per poi stravolgerla. Quindi io prima voglio vedere se e come viene approvata la tassa di soggiorno. Poi darò il mio giudizio ». Che stando così le cose non sarebbe negativo: «In linea di principio mi sembra una buona idea quella di chiedere un contributo a chi per alcuni giorni usufruisce di servizi e infrastrutture. Tutto questo a patto però di che questi soldi servano per migliorare l’accoglienza dei turisti». Anche Giulio Mangani, sindaco di Montespertoli (100mila presenze nel 2010) sottolinea che «l’ipotesi deve essere valutata attentamente e comunque qualsiasi decisione prenderemo dovrà essere il più possibile concertata con gli operatori».

Tuttavia i risvolti positivi sono innegabili, così come il bisogno di dare ossigeno alle casse comunali: «Se il governo continua a tagliare, e quest’anno abbiamo dovuto fare i conti con 280mila euro di minori trasferimento, in qualche modo noi dovremo recuperare, almeno in parte, questi soldi. Ma allo stesso tempo dovremo fare attenzione a non deprimere il settore turistico». Insomma, vedremo. Decisamente contrario invece il primo cittadino di Certaldo, che conta circa 80mila presenze all’anno, come Gambassi: «Più che istituire una tassa - dice Andrea Campinoti - dobbiamo imparare a fare sistema davvero, tra pubblico e privato. Collaborare, lavorare in un’unica direzione. Prendo per esempio Mercantia, che organizza ogni anno il Comune: non sarebbe male se le attività commerciali, che poi sono quelle che hanno una ricaduta positiva diretta dall’evento, ci stessero maggiormente vicine. Così come noi dobbiamo lavorare per aumentare la qualità dei palazzi pubblici per esempio, in modo da migliorare l’accoglienza. Credo che la chiave sia questa: incassare 100mila euro in più o in meno non fa la differenza».

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