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Empoli

Grossi disagi anche per i cittadini che devono raggiungere la zona sportiva di Castelfiorentino: «Il tragitto è quadruplicato»

I commercianti bocciano la nuova viabilità

Camilla Trillò
Il gruppo di commercianti di via Duca d’Aosta in rivolta per la nuova viabilità
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Il gruppo di commercianti di via Duca d’Aosta in rivolta per la nuova viabilità

Nel mirino il senso unico sul ponte dell'Elsa: «Danneggia i negozi di via Duca d'Aosta»

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 CASTELFIORENTINO. Non si placano le polemiche relative all'entrata in vigore della nuova viabilità a Castelfiorentino, che non sembra assolutamente mettere tutti d'accordo. Sul piede di guerra i commercianti di via Duca d'Aosta.  I negozianti contestano i cambiamenti apportati alla viabilità, in particolare il senso unico sul ponte dell'Elsa. Si tratta di modifiche introdotte per consentire i lavori - che dureranno tre mesi - per il rifacimento del manto stradale in via Machiavelli. Per i commercianti la chiusura di una delle arterie fondamentali della viabilità castellana comporta non soltanto disagi alle attività stesse, ma anche a tutti i cittadini che dal centro storico devono spostarsi verso un punto nevralgico di Castelfiorentino, ovvero le scuole e la zona sportiva.  «Se fino a domenica per arrivare dalla stazione all'istituto Enriques il cittadino doveva compiere un tragitto di circa 850 metri, adesso il percorso varia dai 2.800 ai 3.300 metri» spiega Susi Giglioli, della cartoleria "Il grillo parlante", che si fa portavoce anche delle altre attività commerciali presenti in via Duca d'Aosta.  «E' stata chiusa una delle arterie principali della viabilità, e non è possibile che ogni giorno le famiglie che devono recarsi alle scuole e alla zona sportiva, che ovviamente sono tante, debbano percorrere un tragitto così lungo» continua Susi, «senza considerare che anche le nostre attività, indubbiamente, potranno risentirne». «Ma ciò che più ci infastidisce - sottolinea - è il fatto che di questi cambiamenti nessuno era stato sufficientemente avvertito per tempo, soprattutto quei commercianti, come noi, che sono primariamente interessati alle novità apportate. Ci chiediamo quale sia il reale scopo di tutti questi cambiamenti: perché se è vero che l'obiettivo è la creazione di nuovi parcheggi per cicli e motocicli, non ci sembra una spiegazione plausibile per sconvolgere la viabilità in un punto nevralgico del paese. Per questo chiediamo delle spiegazioni da parte dell'amministrazione a tutti i nostri interrogativi, che ancora non hanno trovato risposta».  Mercoledì 9 febbraio è previsto un incontro tra i commercianti e l'amministrazione per cercare di chiarire proprio questi aspetti. Nel frattempo però, tutte le attività in via Duca d'Aosta sono sul piede di guerra: non soltanto "Il grillo parlante", ma anche molte altre: a partire dal parrucchiere "Glamour", lo studio commerciale Remo Parri, "Assigenia", la tabaccheria "Contrasti", l'agenzia immobiliare "Elite House", per proseguire con lo studio assicurativo "Milano", le pizzerie "Il gallo nero" e "Al di là da i ponte", il bar "Duca D'Aosta", il negozio di abbigliamento "Full", lo studio dentistico "Chelini", fino ad arrivare alla macelleria "Bernacchini" e all'elettrauto "Gerardo".  Una protesta che non si ferma alla viabilità: molti disagi riguardano infatti anche l'illuminazione di via Duca D'Aosta, spesso insufficiente, tanto da costringere i commercianti che devono recarsi a lavoro nelle prime ore del mattino ad utilizzare una torcia per poter raggiungere la propria attività.  Così come ancora non si è placata la polemica per la mancanza delle luminarie natalizie: via Duca d'Aosta, infatti, è stata esclusa dalla classica illuminazione di Natale, che l'amministrazione comunale ha riservato soltanto al centro storico, a differenza degli anni passati in cui era sempre stata apposta. Così, i commercianti hanno deciso di fare uno sforzo comune e mettere loro stessi cinque luminarie lungo la via.  Insomma, una polemica che sembra non placarsi, e tanti argomenti su cui amministrazione comunale e commercianti dovranno al più presto trovare un accordo.

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