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Empoli

L'addio a Matteo Di Stefano, l'infermiere morto dopo un intervento chirurgico

Marco Fani
L'addio a Matteo Di Stefano, l'infermiere morto dopo un intervento chirurgico

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CASTELFIORENTINO. Una folla commossa ha dato l’ultimo saluto a Matteo Di Stefano, l’ex infermiere 67enne scomparso lo scorso 22 gennaio dopo dodici giorni di agonia in seguito alle complicanze di un intervento per la rimozione di calcoli alla colecisti in laparoscopica, eseguito all’ospedale San Giuseppe di Empoli.

Alla cerimonia funebre tra la gente comune era presente anche il direttore generale dell’Asl 11 Eugenio Porfido, azienda per la quale Matteo Di Stefano aveva lavorato molti anni prima di andare in pensione. Il funerale è stato celebrato nella chiesa di Santa Verdiana e il paese si è praticamente strinto in un abbraccio simbolico a tutta la famiglia. Erano presenti quasi trecento persone.

Tanti parenti, amici ma anche semplici conoscenti di paese che hanno affollato la chiesa, prima di partecipare all’ultimo viaggio fino al cimitero comunale dove il corpo è stato tumulato. Non poteva mancare nemmeno il sindaco di Castelfiorentino Giovanni Occhipinti che nei giorni scorsi ha voluto ricordare personalmente la figura di Matteo Di Stefano, con grande affetto e tanto dolore. «Voglio ringraziare tutta Castelfiorentino - ha spiegato il fratello Salvatore Di Stefano - in un giorno così triste per la nostra famiglia tutta la comunità si è stretta intorno a noi, donandoci tanto affetto».

CONFERMATE LE CAUSE DEL DECESSO
«Shock settico conseguente a un'infezione dovuta alla perforazione di un'ansa intestinale, avvenuta durante l'intervento programmato di colecistectomia laparoscopica al quale era stato sottoposto il 10 gennaio». Questa la causa del decesso di Matteo Di Stefano, 67 anni, di Castelfiorentino (Firenze), morto dieci giorni dopo l'intervento effettuato all'ospedale San Giuseppe di Empoli (Firenze).

Una complicanza che si presenta con una percentuale pari allo 0,14%. Queste le conclusioni, secondo quanto si legge in una nota della Regione Toscana, a cui è giunto il gruppo di esperti nominato dalla Regione e guidato dal dottor Riccardo Tartaglia, che ha effettuato l'audit clinico con l'equipe che ha eseguito l'intervento. Tra l'altro, precisa ancora la nota, dal momento in cui è stato diagnosticato il quadro clinico di sepsi severa, gli interventi necessari sono stati realizzati nei modi e nei tempi previsti dalle linee guida».

«L'intervento - si legge ancora nella relazione - è stato eseguito da un operatore esperto che aveva maturato un numero di interventi superiore alla curva di apprendimento richiesta per tali operazioni. Presso la struttura, che effettua mediamente 250 interventi di colecistectomia laparoscopica l'anno, non risulta un'incidenza di complicazioni superiore a quelle attese». Ora toccherà alla magistratura «accertare eventuali responsabilità individuali».

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