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Marco Fani
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Il responsabile di Confindustria Berni L'istituto tecnico batte i licei secondo i dati del centro impiego
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EMPOLI. Se da un lato gli istituti tecnici si interrogano sul futuro e sugli sviluppi della riforma Gelmini, che ha previsto una massiccia riorganizzazione degli indirizzi e una diversa ripartizione delle ore di lezione e di laboratorio, le scuole tecniche si dimostrano - anche nell'Empolese Valdelsa - il veicolo migliore per l'inserimento degli studenti nel mondo del lavoro. Se ne è discusso in un convegno organizzato dall'istituto Ferraris-Brunelleschi al palazzo delle Esposizioni. L'incontro è stato moderato dalla dirigente scolastica Daniela Mancini, alla presenza del presidente di Confidustria dell'Empolese Valdelsa Raffaele Berni e di altri gruppi industriali del comprensorio, come Sammontana, Colorobbia, Consorzio Etruria e Zignago. Sono intervenuti il presidente del Circondario Alfiero Ciampolini e l'assessore all'istruzione del Comune di Empoli Eleonora Caponi. «Crediamo molto nella possibilità di un incontro tra il mondo della scuola e l'impresa - ha spiegato nell'introduzione la profesoressa Daniela Mancini - con cui abbiamo rapporti consolidati da tempo, grazie anche alla possibilità di stage formativi in aziende. A dispetto dei problemi strutturali con cui dobbiamo convivere all'interno del nostro plesso scolastico, continuiamo nell'impegno quotidiano per valorizzare un percorso di studi che offre diverse opportunità per un inserimento nel mondo del lavoro». A valorizzare questa tesi sono i numeri estrapolati dal Centro per l'impiego di Empoli e Castelfiorentino e che riguardano l'anno appena concluso. Sono stati proprio gli ex studenti (nella stragrande maggioranza nella fascia d'età inferiore a 29 anni) che hanno alle spalle un percorso tecnico ad avere avuto le maggiori opportunità di inserimento nelle aziende del territorio, rispetto a chi ha previlegiato gli studi umanistici. «Nel 2010 - spiega la responsabile Laura Fulceri - abbiamo avuto l'iscrizione alle liste di 234 ragazzi che hanno frequentato l'istituto per geometri. E di questi 70, cioè pari al 31,3%, hanno avuto un'opportunità di lavoro. Si sale di percentuale per chi ha frequentato l'istituto tecnico con indirizzo chimico. In questo caso su 86 iscritti, ben 41 sono stati chiamati, cioè un numero pari al 46,2%». Tante possibilità anche per chi ha frequentato l'indirizzo elettrotecnico. «In questo caso - prosegue Fulceri - le iscrizioni sono state 144 e hanno avuto una chiamata in 51, cioè pari al 35,6%. Per quanto riguarda l'indirizzo informatico abbiamo avuto 43 iscritti con 19 chiamate, in pratica il 46,9%». Numeri importanti se paragonati ai ragazzi che escono da un liceo. «In questo caso - conclude Fulceri - su 159 iscritti sono state registrate 46 chiamate, ovvero il 28,9% che rispecchia comunque la media nazionale. Si sale, invece, con i diplomati dell'Istituto tecnico commerciale. In questo caso su 1243 iscrizioni hanno avuto un'opportunità in 422, cioè il 34%».
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