L'influenza è arrivata novecento casi la scorsa settimana
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EMPOLI. Novecento sono i nuovi casi di influenza nel territorio dell'Asl 11 per la scorsa settimana. Si tratta di una stima fatta in base al monitoraggio effettuato a campione dai medici generici. Il virus è arrivato con la riapertura delle scuole dopo la pausa natalizia e l'incidenza è in crescita. Probabilmente il picco sarà toccato a fine gennaio o nella prima settimana di febbraio.
In ogni caso, al momento, non sono stati segnalati casi gravi. Il numero delle persone che si ammalano sta crescendo rapidamente in questi giorni. I conti vengono fatti in base alle rilevazioni effettuate a campione da alcuni medici di famiglia. «Non ci sono dati esatti - spiega Paolo Filidei, direttore dell'unità operativa semplice prevenzione malattie trasmissibili dell'Asl 11 - perché per l'influenza la normativa non prevede la comunicazione di tutti i casi accertati all'istituto superiore della sanità».
In base ai dati comunicati dal campione dei medici, in Toscana la media è di quattro casi su mille assistiti. «Per l'Asl 11 - spiega Filidei - siamo a circa 700 casi nella prima settimana di gennaio e a 900 per quanto riguarda la scorsa». Quest'anno siamo in presenta di un'influenza, sempre di tipo A quella cioé che provoca l'epidemia, portata da due virus: uno di origine australiana e l'altro uguale a quello dello scorso anno, l'H1-N1. «Virus che circolano entrambi e che sono coperti dal vaccino che è stato fatto quest'anno», aggiunge Filidei. Ma a differenza dello scorso anno il decorso della patologia sarà normale. «Il picco non è stato - spiega ancora Filidei - in anticipo come nel 2010, tra ottobre e novembre. Ma lo avremo tra la fine di questo mese e l'inizio del prossimo, come in genere avviene». A quel punto si potranno avere per ogni settimana circa 1.100-1.200 nuove persone malate. I numeri, in ogni caso, potrebbe essere anche molto diversi.
«Tra il 2004 e il 2005 - dice ancora Filidei - siamo arrivati ad avere 2.500 casi ogni settimana». Quell'anno, però, fu molto particolare. I consigli dati dai medici sono sempre gli stessi. Prima di avere i sintomi: evitare luoghi affollati e lavarsi spesso le mani. Una volta che invece il virus è arrivato: continuare a lavarsi le mani quando si starnutisce, rimanere a casa. In genere le complicazioni riguardano le persone che hanno già problemi di salute. Le categorie più a rischio sono appunto le persone malate, gli anziani e le donne in gravidanza. I bambini sono quelli che si ammalano più facilmente perché ancora non sono venuti in contatto con i virus influenzali. In aggiunta a questi, ci sono poi anche altri virus meno aggressivi che arrivano senza febbre, che interessano l'apparato gastrointestinale e che se ne vanno anche in alcune ore.
In ogni caso, al momento, non sono stati segnalati casi gravi. Il numero delle persone che si ammalano sta crescendo rapidamente in questi giorni. I conti vengono fatti in base alle rilevazioni effettuate a campione da alcuni medici di famiglia. «Non ci sono dati esatti - spiega Paolo Filidei, direttore dell'unità operativa semplice prevenzione malattie trasmissibili dell'Asl 11 - perché per l'influenza la normativa non prevede la comunicazione di tutti i casi accertati all'istituto superiore della sanità».
In base ai dati comunicati dal campione dei medici, in Toscana la media è di quattro casi su mille assistiti. «Per l'Asl 11 - spiega Filidei - siamo a circa 700 casi nella prima settimana di gennaio e a 900 per quanto riguarda la scorsa». Quest'anno siamo in presenta di un'influenza, sempre di tipo A quella cioé che provoca l'epidemia, portata da due virus: uno di origine australiana e l'altro uguale a quello dello scorso anno, l'H1-N1. «Virus che circolano entrambi e che sono coperti dal vaccino che è stato fatto quest'anno», aggiunge Filidei. Ma a differenza dello scorso anno il decorso della patologia sarà normale. «Il picco non è stato - spiega ancora Filidei - in anticipo come nel 2010, tra ottobre e novembre. Ma lo avremo tra la fine di questo mese e l'inizio del prossimo, come in genere avviene». A quel punto si potranno avere per ogni settimana circa 1.100-1.200 nuove persone malate. I numeri, in ogni caso, potrebbe essere anche molto diversi.
«Tra il 2004 e il 2005 - dice ancora Filidei - siamo arrivati ad avere 2.500 casi ogni settimana». Quell'anno, però, fu molto particolare. I consigli dati dai medici sono sempre gli stessi. Prima di avere i sintomi: evitare luoghi affollati e lavarsi spesso le mani. Una volta che invece il virus è arrivato: continuare a lavarsi le mani quando si starnutisce, rimanere a casa. In genere le complicazioni riguardano le persone che hanno già problemi di salute. Le categorie più a rischio sono appunto le persone malate, gli anziani e le donne in gravidanza. I bambini sono quelli che si ammalano più facilmente perché ancora non sono venuti in contatto con i virus influenzali. In aggiunta a questi, ci sono poi anche altri virus meno aggressivi che arrivano senza febbre, che interessano l'apparato gastrointestinale e che se ne vanno anche in alcune ore.
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