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Sono i pensionati a salvare Montelupo dagli effetti della crisi
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MONTELUPO. Sempre meno manifattura e più servizi, un tessuto commerciale che tutto sommato tiene, una popolazione che ha smesso di crescere, il ruolo fondamentale anche dal punto di vista economico degli anziani. Questa, in estrema sintesi, la fotografia di Montelupo Fiorentino scattata dalla società Alfamark a cui l'amministrazione comunale ha affidato il compito di condurre un'indagine socio economica a 360 gradi. È il ritratto di una città, in bilico fra la cintura fiorentina e il circondario Empolese Valdelsa, che ha retto meglio di molti altri comuni il contraccolpo della crisi. Le pensioni. In un anno la quota di pensioni pagate dall'Inps è di 42 milioni, pari al 20% del pil del comune. «È un fenomeno tipico delle aree che sono state caratterizzate da un'elevata industrializzazione - spiega Alessio Falorni di Alfamark - e che hanno visto un precoce inserimento di giovani nel mondo del lavoro». I vari comparti. Ci sono settori che hanno risentito della crisi e altri hanno saputo reagire con buone performance. È il caso del comparto agroalimentare: alcune aziende hanno persino aumentato il loro fatturato. Negativo il turismo extralberghiero. Manifattura e servizi. In un'area prevalentemente manifatturiera il comparto dei servizi ha sorpassato il produttivo per fatturato e addetti. I servizi - spiegano i ricercatori - rispetto al manifatturiero hanno il vantaggio della flessibilità e un elevato turn over. La ceramica. Nella città della ceramica sono più i calzaturifici che le fabbriche di maiolica. «Siamo consapevoli - afferma il sindaco Rossana Mori - che da tempo un'attività caratterizzante del nostro tessuto economico ha ceduto il passo ad altri settori, più redditizi. La ceramica rimane comunque un tratto distintivo di Montelupo che ha una situazione di gran lunga migliore rispetto a tante altre realtà che fanno parte dell'Associazione Città della Ceramica». Il commercio. Tiene bene il comparto commerciale. È vero che rispetto agli altri comuni del circondario nel 2008 hanno aperto meno negozi ma è anche vero che nel 2009 a Montelupo sono ben pochi quelli che hanno chiuso. Le banche. La parte del leone dell'economia locale è riservata alle banche: aumentano i depositi delle aziende. Ma le risorse non sono reinvestite e perciò non si produce né innovazione né occupazione e quindi non viene stimolata la propensione all'acquisto. Ricchi e poveri. Una situazione che ha ripercussioni sulla popolazione. Dal 2007 al 2009 si evidenzia una forte polarizzazione dei redditi: ricchi sempre più ricchi, mentre le fasce medie tendono al basso. Popolazione. Il trend di crescita della popolazione dal 2000 è stato di gran lunga superiore alla media toscana, ma in linea con quanto accaduto nei comuni limitrofi: dal 2001 al 2009 a Montelupo la popolazione è cresciuta del 20,53%, a Capraia e Limite del 20,37% e a Montespertoli del 17,88%. Al 31 dicembre 2009, tuttavia, si registra un cambiamento: la popolazione di Montelupo ha segnato una crescita di solo l'1% rispetto all'anno precedente, riportandosi su un passo simile a quello regionale.
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