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Quasi duemila ticket da incassare

Quasi duemila ticket da incassare

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Sono quasi duemila i pazienti che hanno ricevuto, o si vedranno recapitare di qui a poco, una richiesta di pagamento da parte dell'azienda sanitaria locale per avere fatto ricorso al pronto soccorso dell'ospedale San Giuseppe per patologie non urgenti, per problemi cioé che avrebbero potuto essere trattati in ambulatorio. Devono pagare un ticket che può andare da venticinque a cinquanta euro, a seconda della prestazione ricevuta.

Il postino porterà insomma brutte notizie a tutti quei cittadini che, invece di ingolfare il lavoro del pronto soccorso, avrebbero dovuto rivolgersi al proprio dottore o alla guardia medica e che non hanno ancora provveduto a saldare il conto. Chi ignorerà anche la richiesta di pagamento inviata dal personale dell'Asl 11 preposto alla verifica vedrà passare la propria pratica nelle mani dell'ufficio legale dell'azienda. Quest'ultima provvederà ad aggiungere al ticket sia le spese postali che gli interessi legali. 

Il regolamento. Ma come si determinano i casi in cui i pazienti sono tenuti a contribuire alle spese sostenute dall'ospedale? Ogni paziente è sottoposto due volte all'assegnazione del codice del cosiddetto "triage" (quella scala che va dal bianco, il meno grave, al rosso, ovvero pericolo di vita): in entrata e in uscita dal Pronto soccorso. Quello che fa fede ai fini del pagamento è l'ultimo, quello cioè che viene assegnato dal medico che ha effettuato la visita e le eventuali analisi. La norma è stata varata dalla Regione allo scopo di ridurre gli ingorghi nelle corsie che dovrebbero essere votate ad accogliere solo i pazienti più gravi e, sebbene gli accessi impropri stiano calando, sono ancora molti i codici bianchi e azzurri registrati all'uscita del Pronto soccorso del San Giuseppe.  Le tariffe. La quota del ticket varia in base alla prestazione ricevuta. Per una semplice visita l'importo è 25 euro, se sono state effettuate analisi strumentali (come radiografie o elettrocardiogramma) la cifra sale a 50.  

Chi non deve pagare.
Sono esclusi dal pagamento tutti coloro i cui casi siano stati contrassegnati con codice rosso, giallo o verde e coloro che, indipendentemente dal codice, rientrano in una delle seguenti categorie: minori di 14 anni, esenti per patologia o per reddito, vittime di infortuni sul lavoro, donne in gravidanza o persone classificate con codici bianchi o azzurri in uscita ma che erano entrate per situazioni correlate a avvelenamenti acuti o traumatismi. Qualora le condizioni di chi deve ancora saldare fossero mutate nel periodo intercorso tra la prestazione e la data in cui è stata recapitata la lettera (chi ad esempio ha perso di recente il lavoro) è invitato a farlo presente all'Asl che provvederà così a inserirlo tra le categorie esonerate.  

I numeri.
Gli accessi impropri al Pronto soccorso, ovvero i codici bianchi e azzurri, sono stati quasi 9mila (su un totale di 42.963 ingressi) nei primi nove mesi del 2010. Circa 4.300 di questi - in proiezione circa 6mila su scala annuale - sono stati giudicati talmente inappropriati da fare scattare il ticket. Ma per il 30% di loro - appunto quasi duemila pazienti su base annua - il conto non è stato saldato. Da qui gli avvisi di pagamento emessi dall'Asl.

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