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Cinque i neonati partoriti e lasciati in adozione
I dati del progetto "Mamma segreta" portato avanti dall'Asl 11 al San Giuseppe
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Circa cinque le mamme che hanno partorito e hanno lasciato il loro bambino in adozione. Sono questi i numeri di "Mamma segreta", un progetto a tutela della donna e del suo bambino. Dal settembre 2005, in Toscana, e in particolare nell'Asl 11 è operativo il progetto "Mamma segreta" per tutelare sia la madre che il bambino.
L'Asl 11 rende noti i numeri del servizio dopo la polemica scaturita per l'inaugurazione della "Culla per la vita" alla Misericordia. Obiettivo primario del progetto «è la costruzione di un percorso di prevenzione e di tutela che permetta alla donna in difficoltà di affrontare con consapevolezza la propria situazione sia che decida di tenere il bambino sia che decida di non riconoscerlo, partorendo, quindi, in anonimato. Di questo progetto hanno già usufruito alcune donne che hanno partorito nell'ospedale di Empoli lasciando il bambino in adozione. Dal 2007 è stato registrato un caso all'anno».
«Questi eventi non sono comparsi nelle cronache dei media per tutelare la donna ed il bambino - spiega l'Asl 11 - gli operatori dell'Area materno-infantile dell'Asl 11, diretta dal dottor Marco Filippeschi, sono impegnati quotidianamente nella salvaguardia della vita e della salute della mamma e del bambino e conoscono, quindi, molto bene i pericoli a cui questi vengono esposti in caso di mancata assistenza sanitaria qualificata sia durante la gravidanza che al momento del parto».
Proprio per questi rischi le gravidanze vengono seguite da medici ed ostetriche dal loro inizio ed il parto avviene in ambiente ospedaliero garantendo la più completa ed immediata assistenza alla mamma ed al bambino. Nei paesi poveri, il non poter usufruire di questa assistenza è ogni anno causa di centinaia di migliaia di morti materne e di milioni di morti neonatali. Gli ultimi dati disponibili sono del rapporto sulla salute Unicef 2009. Nel 2005 si sono registrate 536000 morti materne e nel 2004 i casi di morti neonatali sono stati 3,7 milioni.
L'Asl 11 rende noti i numeri del servizio dopo la polemica scaturita per l'inaugurazione della "Culla per la vita" alla Misericordia. Obiettivo primario del progetto «è la costruzione di un percorso di prevenzione e di tutela che permetta alla donna in difficoltà di affrontare con consapevolezza la propria situazione sia che decida di tenere il bambino sia che decida di non riconoscerlo, partorendo, quindi, in anonimato. Di questo progetto hanno già usufruito alcune donne che hanno partorito nell'ospedale di Empoli lasciando il bambino in adozione. Dal 2007 è stato registrato un caso all'anno».
«Questi eventi non sono comparsi nelle cronache dei media per tutelare la donna ed il bambino - spiega l'Asl 11 - gli operatori dell'Area materno-infantile dell'Asl 11, diretta dal dottor Marco Filippeschi, sono impegnati quotidianamente nella salvaguardia della vita e della salute della mamma e del bambino e conoscono, quindi, molto bene i pericoli a cui questi vengono esposti in caso di mancata assistenza sanitaria qualificata sia durante la gravidanza che al momento del parto».
Proprio per questi rischi le gravidanze vengono seguite da medici ed ostetriche dal loro inizio ed il parto avviene in ambiente ospedaliero garantendo la più completa ed immediata assistenza alla mamma ed al bambino. Nei paesi poveri, il non poter usufruire di questa assistenza è ogni anno causa di centinaia di migliaia di morti materne e di milioni di morti neonatali. Gli ultimi dati disponibili sono del rapporto sulla salute Unicef 2009. Nel 2005 si sono registrate 536000 morti materne e nel 2004 i casi di morti neonatali sono stati 3,7 milioni.
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