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La novità contenuta nel maxiemendamento alla legge finanziaria, può diventare operativa in primavera
In arrivo le lotterie col resto della spesa
Elisa Bigazzi
Invece di ritirare i soldi si potranno scommettere direttamente alla cassa
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EMPOLI. Dal prossimo anno ci si potrà giocare anche il resto della spesa. La novità è contenuta nella legge finanziaria. Se non sarà cassata dal parlamento o da Bruxelles (dove il decreto con il regolamento è già stato inviato dai Monopoli di Stato), diventerà operativa in primavera. Si chiama lotteria al consumo ed è un'idea che è già stata elaborata dal legislatore nel 2005. Rilanciata con il cosiddetto decreto Abruzzo (che dava appunto la possibilità di attivare nuovi giochi per incassare fondi a sostegno della ricostruzione post terremoto), è stata inserita nel maxiemendamento alla legge di stabilità che sta per passare al vaglio del parlamento.
In cosa consiste? Semplice: in ogni negozio e tanto più in ogni supermercato il cliente potrà scegliere, invece di incassare il resto della spesa appena fatta, di giocarselo (fino a un massimo di cinque euro) alla nuova lotteria nazionale. La ricevuta della giocata sarà emessa sullo scontrino della spesa. Scommettendo il consumatore parteciperà ad un'estrazione a livello nazionale che potrà garantire vincite per migliaia di euro, centrando numeri o combinazioni estratti a sorte, secondo regolamenti che verranno emanati dall'amministrazione dei Monopoli. Le lotterie al consumo, come detto, potranno essere applicate in tutti gli esercizi commerciali, dai piccoli negozi alla grande distribuzione. La giocata verrà effettuata dalla cassa stessa e al gestore del negozio o del supermercato collegato alla rete telematica gestita dal concessionario dello Stato non serviranno più di 100 euro per trasformare il proprio registratore di cassa in un terminale da gioco.
L'importo di ciascuna giocata sarà ripartita secondo percentuali prefissate: 8% al negoziante (o supermarket), 2.5% ai Monopoli di Stato, 4.5% al concessionario, 30% all'erario e il 55% andrà a gonfiare il montepremi. Un'altra fonte di introiti per lo Stato che così ha trovato il modo di sfruttare ulteriormente la passione degli italiani per la dea bendata e un bel business per i negozi e i centri commerciali che aderiranno all'iniziativa. Unicoop Firenze per ora prende le distanze dall'iniziativa. «Ne discuteremo in cooperativa - afferma Claudio Vanni, responsabile delle relazioni esterne - quello che mi sento di dire è che non si tratta di una bella idea: giudico non eticamente corretto indurre i consumatori a giocarsi il resto della spesa». Il decreto inviato a Bruxelles dall'amministrazione dei Monopoli di Stato specifica tutte le caratteristiche tecniche e le modalità di funzionamento. Entro il 24 gennaio dovrebbe tornare a Roma per il placet. A quel punto saranno dettate le disposizioni delle modalità di gioco attraverso il bando di gara per la gestione.
In cosa consiste? Semplice: in ogni negozio e tanto più in ogni supermercato il cliente potrà scegliere, invece di incassare il resto della spesa appena fatta, di giocarselo (fino a un massimo di cinque euro) alla nuova lotteria nazionale. La ricevuta della giocata sarà emessa sullo scontrino della spesa. Scommettendo il consumatore parteciperà ad un'estrazione a livello nazionale che potrà garantire vincite per migliaia di euro, centrando numeri o combinazioni estratti a sorte, secondo regolamenti che verranno emanati dall'amministrazione dei Monopoli. Le lotterie al consumo, come detto, potranno essere applicate in tutti gli esercizi commerciali, dai piccoli negozi alla grande distribuzione. La giocata verrà effettuata dalla cassa stessa e al gestore del negozio o del supermercato collegato alla rete telematica gestita dal concessionario dello Stato non serviranno più di 100 euro per trasformare il proprio registratore di cassa in un terminale da gioco.
L'importo di ciascuna giocata sarà ripartita secondo percentuali prefissate: 8% al negoziante (o supermarket), 2.5% ai Monopoli di Stato, 4.5% al concessionario, 30% all'erario e il 55% andrà a gonfiare il montepremi. Un'altra fonte di introiti per lo Stato che così ha trovato il modo di sfruttare ulteriormente la passione degli italiani per la dea bendata e un bel business per i negozi e i centri commerciali che aderiranno all'iniziativa. Unicoop Firenze per ora prende le distanze dall'iniziativa. «Ne discuteremo in cooperativa - afferma Claudio Vanni, responsabile delle relazioni esterne - quello che mi sento di dire è che non si tratta di una bella idea: giudico non eticamente corretto indurre i consumatori a giocarsi il resto della spesa». Il decreto inviato a Bruxelles dall'amministrazione dei Monopoli di Stato specifica tutte le caratteristiche tecniche e le modalità di funzionamento. Entro il 24 gennaio dovrebbe tornare a Roma per il placet. A quel punto saranno dettate le disposizioni delle modalità di gioco attraverso il bando di gara per la gestione.
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