Il Tirreno

Empoli

«Donare il sangue è l'unico vero sballo della nostra vita»

Filippo Cioni

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 VINCI. Lo sballo di questi ragazzi non è droga né alcol. È fare qualcosa di utile alla società. Il loro è anche un messaggio alla propria generazione. Una sensibilizzazione a rispettare la propria persona aiutandone un'altra. Con un gesto semplice, semplicissimo come può essere donare il sangue.  All'Avis di Vinci, che ha sede nei locali del circolo Arci di Spicchio, i giovani di età non superiore a 29 anni rappresentano una pietra importante dei 226 donatori del 2010. Sono un terzo del totale, un record e un vanto. C'è chi studia, chi già lavora o è in cerca di occupazione. Nei loro occhi c'è la serena convinzione di fare qualcosa di socialmente importante.  Il primo che la pensa così è Donato De Bellis, 23 anni, al momento disoccupato, entrato nel 2010 a fare parte dell'Avis di Vinci. «Quello che sento è un dovere morale - dice - che mi piacerebbe estendere a tutti i ragazzi della mia età. Dare un contributo alle persone che ne hanno bisogno è una mia ragione di vita, ci tengo a lanciare un messaggio preciso».  Per Federica Marinelli, studentessa di 23 anni, «contribuire alla donazione del sangue può salvare la vita. Un gesto semplice che non comporta fatica ma può risultare fondamentale».  «Fare del bene al mondo con un piccolo gesto» - ci dice invece Massimo Buscioni, 26enne. Massimo ha iniziato a donare nel 2008, è un assiduo frequentatore Avis. «L'esperienza mi ha cambiato in un certo senso la vita - ammette - vedere sorridere persone a cui hai fatto del bene è la gioia più grande di tutte. Sono frasi scontate, forse, ma questo è quello che penso davvero». Alice Alderighi invece ha 25 anni. Studentessa, si è avvicinata al mondo dei donatori nel 2006. «Ho scelto di diventare donatrice già prima della maggiore età - racconta - anche se sono iscritta all'Avis da quattro anni. Nella mia famiglia tutti donano il sangue, perché riteniamo sia un gesto semplice ma che alla fine ha una finalità sociale importante. Dico ai miei coetanei di non sottovalutare questa possibilità».  Dona il sangue anche un libero professionista di 24 anni, Luca Mitolo. «L'Avis come tutte le associazioni di donatori offre la concreta possibilità di farti sentire qualcuno. Si tratta di offrire la possibilità di un piccolo gesto che però salva delle vite».  «Amiamo divertirci come tutti gli altri ragazzi - conclude Alessandro Monti, operaio di 23 anni - però siamo convinti che sia necessario non mettersi alle spalle certe tematiche importanti. La donazione di sangue, e in generale il volontariato, sono strade che meritano di essere percorse. Soprattutto da noi giovani che, quanto mai oggi, abbiamo bisogno di riscoprire valori importanti».

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