Il Tirreno

Empoli

Stangata da 5mila euro per il porta a porta «Pronta a chiudere la ditta»

In alto l’interno dell’azienda Ultimo taglio e qui sopra Lia Vita mostra il cassonetto
◗
In alto l’interno dell’azienda Ultimo taglio e qui sopra Lia Vita mostra il cassonetto

Sfogo della titolare di una piccola azienda che taglia tessuti l'assessore Testi: «Caso isolato, smaltisca i rifiuti a peso»

2 MINUTI DI LETTURA





 VINCI. «Se devo pagare 5mila euro l'anno di spazzatura posso anche tirare giù il bandone e mandare tutti a casa perché a una ditta così piccola, che lavora per conto terzi, rimane solo quello come utile». A parlare è Lia Vita, proprietaria della ditta "Ultimo taglio" di Spicchio, specializzata in taglio di tessuti per confezioni. Il problema è legato all'avvio della raccolta di rifiuti "porta a porta" nel Comune di Vinci.  A Lia è stato consegnato da Publiambiente un cassonetto da 660 litri, il cui svuotamento costa 77,68 euro. Posto che i numerosi scarti prodotti dalla piccola azienda richiedono, nei periodi in cui si lavora a pieno regime, anche più di uno svuotamento a settimana, alla fine dell'anno la tariffa attorno alla quale si aggirerà la Tia della ditta sarà di quasi 5mila euro. «Ammetto che prima pagavo poco, 350 euro, ma chiedere una cifra simile significa costringermi a chiudere. Io non posso ammortizzare il costo aumentando i prezzi perché non sarei più competitiva».  La produzione di rifiuti della piccola impresa varia da un sacco (circa 20 Kg) al giorno a 5-6 nei periodi di massima produttività. «Mi avevano suggerito di portarlo all'isola ecologica di Montespertoli ma dovrei prima far analizzare i rifiuti, e alla Cna mi hanno detto che si spendono circa 350 euro, e poi dovrei comprare un furgone che non mi serve per la mia attività». Nella ditta di Lia Vita lavorano, oltre a lei, suo figlio e due operai. «Finirà - dice Lia - che chiuderemo non perché non c'è lavoro ma perché non possiamo permetterci il costo dello smaltimento dei rifiuti. Se nessuno si lamenta è perché molti non hanno ancora calcolato l'entità della bolletta o perché portano i sacchi a Empoli dove non c'è ancora il porta a porta». Lia ha parlato con Comune, Publiambiente, Camera di commercio e Cna «ma - racconta - nessuno mi ha saputo aiutare. Mi suggeriscono di chiamare una ditta specializzata ma i costi sono alti e poi non passano per 10 sacchi, dovrei prendere un cassone da una tonnellata che non saprei dove mettere». Gloria Testi, assessore all'ambiente di Vinci precisa che «il caso della signora è particolare per il fatto che non possiede un furgone. Nessun altro si è lamentato. I regolamenti sono validi per tutti. Consigliamo alla signora di smaltire i suoi rifiuti a peso come fanno altre aziende».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Nel Pisano

Rave party non autorizzato a Santa Luce, oltre 2mila persone nel bosco: scatta il piano di sicurezza – Video

di Matteo Scardigli