Il presidio
Un nuovo gioco da tavolo targato Montelupo
Veronica Potenza
In rampa di lancio Aeon: vince chi sopravvive ai cambiamenti dell'ambiente
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MONTELUPO. Assistere al debutto di un gioco da tavolo "fatto in casa", imparare a conoscere gli insetti, i fossili, le piante e l'arte di orientarsi e di convivere in modo armonioso con la natura. Non serve andare lontano o in luoghi diversi per trovare tutto questo. E' sufficiente entrare dentro "Evoluzione", una bottega di storia naturale che si trova al centro di Montelupo, dentro la galleria di corso Garibaldi. La bottega ieri è stata al centro dell'attenzione per la presentazione di "Aeon", gioco da tavolo ideato da Alessandro e dall'esercito di piccoli aiutanti che hanno preso parte ai corsi di "Evoluzione" in questi ultimi anni. Il tema è in linea con il nome della bottega. Scopo del neonato passatempo, che mira ad essere istruttivo, è quello di riuscire a sopravvivere ai cambiamenti del'ambiente: siccità, carestie, glaciazioni e molti altri cataclismi dovranno essere affrontati dai piccoli partecipanti per riuscire a non estinguersi. «Aeon - ha detto Alessandro Pappalardo - è una risposta a un'esigenza didattica. Crearlo è stato una sorta di parto con 18 mesi di gestazione ma lavorare con i bambini è una cosa meravigliosa, hanno delle intuizioni straordinarie». Ma da che cosa deriva questo curioso nome? Aeon è il corrispettivo latino di Eone, ovvero l'insieme delle ere. Ad Alessandro la creatività e la fantasia non mancano di certo. Ha 45 anni ma racconta esperienze che sembrano state accumulate in ottant'anni di vita. Prima la parentesi universitaria, l'aspirazione a diventare un entomologo, uno studioso di insetti, e poi l'abbandono mai del tutto effettivo perché quello studio, seppure da autodidatta, costituisce ancora una delle sue più grandi passioni. Dopo anni tra i cantieri, in veste di geometra, un semplice viaggio in Nuova Guinea lo spinge a cambiare completamente rotta. «Ero andato per turismo ma poi ho trovato una realtà missionaria straordinaria e veramente efficace e ho deciso di entrare un po' in quel mondo mettendomi a lavorare alle torri per l'acqua potabile». La Nuova Guinea non resta un caso isolato. Dopo vengono il Senegal, il Madagascar e la Jugoslavia, meta di diciotto viaggi negli anni della guerra civile. «Cinque anni fa poi - racconta - mentre facevo ancora il direttore del cantiere ho intuito che le cose stavano cambiando, ho capito che stavamo andando incontro a una crisi edilizia e ho deciso di cedere al fanciullino che è in me dandomi alla mia vera passione, gli insetti. Che io sappia in questo settore non abbiamo concorrenti». L'anno scorso ci sono stati un centinaio di bambini e ragazzi che hanno preso parte ai corsi organizzati da Alessandro e Alessandra.
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