Meteo
I comuni in ginocchio chiederanno la calamità ma serve il conto dei danni
Francesco Turchi
◗
Vigili del fuoco a Fucecchio 3 MINUTI DI LETTURA
EMPOLI. Garage e scantinati allagati, con l'acqua che ha superato anche il metro e mezzo di altezza. Strade inondate di fango e detriti, smottamenti, muri crollati, a cominciare da quello di recinzione della scuola materna di Sovigliana. Un nubifragio di tre ore si è abbattuto sul circondario, causando danni ingenti a decine di famiglie e aziende, soprattutto nell'area nord dell'Empolese Valdelsa, in particolare nei comuni di Fucecchio, Vinci e Cerreto Guidi. «Tra la mezzanotte e le tre - spiega Dario Parrini, delegato del Circondario alla protezione civile - sono caduti novanta millimetri di pioggia: un evento del genere in questa zona ha pochissimi precedenti». Una notte da incubo che ha messo a dura prova la macchina della protezione civile: una ventina gli interventi dei vigili, trenta quelli delle associazioni di volontariato; un centinaio in tutto gli addetti impegnati nella lotta al fango, insieme a tanti cittadini danneggiati, che si sono rimboccati le maniche per ripulire le proprietà e ripristinare la viabilità. Ancora da quantificare invece i danni: «Per quanto riguarda i Comuni di Fucecchio e Vinci, molto probabilmente avvieremo la pratica di criticità per il riconoscimento della calamità naturale. Ma per il momento non possiamo parlare di cifre. I tecnici stanno effettuando i sopralluoghi, ma ci vorranno giorni prima di avere un dato complessivo». In quest'ottica Parrini rivolge ai cittadini un appello, che è anche un'utile indicazione per ottenere un risarcimento: «Chi ha subito danni (all'abitazione, all'azienda o a qualsiasi altro bene, che sia l'auto per esempio o il motorino parcheggiati nel garage inondato dal fango), si deve rivolgere al proprio comune e presentare la necessaria documentazione. È fondamentale per noi avere un quadro completo e dettagliato, in modo tale da fotografare gli effetti del nubifragio e mandare avanti la pratica per il riconoscimento della calamità naturale». Ma parallelamente alla conta dei danni, Parrini sprona le istituzioni a lavorare per garantire maggiore sicurezza ai cittadini: «La pioggia caduta la scorsa notte è di un'eccezionalità oggettiva. Ma la stessa cosa è accaduta due settimane fa a Certaldo. Ormai queste "bombe d'acqua" sono sempre più frequenti. Per questo credo che dobbiamo cercare di migliorare ulteriormente la macchina della protezione civile e allo stesso tempo continuare a investire nella prevenzione». Attualmente ogni responsabile della protezione civile, riceve sul cellulare le previsioni meteo del Lamma relative alle aree di competenza: «Dobbiamo darci strumenti il più possibile precisi - sottolinea Parrini - mentre per quanto riguarda le casse di espansione, servono tanti milioni di euro. Grazie agli interventi che abbiamo fatto negli anni, i torrenti Vincio e Morticini hanno retto bene: questo significa aver garantito la sicurezza a 15mila persone tra Sovigliana, Vinci e Stabbia». Ma non basta. «L'Autorità di bacino ci ricorda ogni 4 novembre (anniversario dell'alluvione del 1966, ndr), che per arrivare a una situazione di tranquillità intorno all'Arno c'è ancora tanta strada da fare». Il traguardo è lontano e per raggiungerlo serviranno soldi «che non ci sono» e tempo, che di conseguenza è destinato a dilatarsi. E nel frattempo cosa si può fare? «Possono aiutare molto i buoni comportamenti individuali. Consiglio - conclude Parrini - a chi abita in zone a rischio di evitare di tenere in garage o negli scantinati oggetti di valore».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
